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Sumud Floitilla, terzo giorno in mare. A seguire la carovana anche la I’Open Arms: “A supporto della società civile” – ASCOLTA

today28/04/2026

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    Valentina Brinis, advocacy office Open Arms – – 28 aprile 2026

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SICILIA / MEDITERRANEO – Terzo giorno di navigazione per la nuova Sumud Flotilla, partita domenica dal porto di Augusta per rompere il blocco navale tutt’ora imposto da Israele e portare aiuto e solidarietà a Gaza. La missione civile navale, forte di 58 imbarcazioni, si trova a metà strada tra Sicilia e le coste occidentali del Peloponneso. A seguire la “carovana nautica” anche la nave delle ong Greenpeace e Open Arms, che in questi anni è stata impegnata nelle operazioni di salvataggio dei migranti in difficoltà nelle acque del Mediterraneo Centrale.

“Stiamo dando un supporto che è in parte meccanico – magari tante volte le barche possono incontrare dei problemi, e noi ci siamo vista anche la nostra lunghissima esperienza in mare – e anche un supporto di carattere sanitario dal momento che a bordo abbiamo tutto una un’equipe medica” spiega a Novaradio Valentina Brinis, advocacy officer di Open Arms. “Abbiamo deciso di prendere parte” alla Sumud, aggiunge, “perché due anni fa avevamo svolto una missione che ci aveva proprio condotto a Gaza a via mare, ma poi purtroppo si è conclusa con un tragico epilogo, perché alcuni dei nostri colleghi che facevano parte dell’organizzazione World Central Kitchen, avevano perso la vita in seguito a un attacco di di Israele. Questo è un po’ un modo per noi per riprendere in mano questo argomentoe per dare supporto anche alla società civile che ha deciso di essere presente“.

La nave non arriverà però fino alla zona calda in cui ci si aspetta un intervento diretto della marina israeliana: “Dobbiamo capire fino ad dove arriveremo, perché per la stessa Sumud è tutta un’operazione in itinere. Vedremo fino a quando il nostro comandante reputa che ci siano le condizioni per proseguire”. La partecipazione alla missionein ogni caso, assicura Brinis, non porterà “via forze” all’impegno di Open Arms: “Qualora ci fosse bisogno di noi e ci siamo, ovviamente e non esiteremo a rispondere a qualunque richiesta di di aiuto e di ‘distress’. Comunque abbiamo anche un’altra imbarcazione che si sta preparando per tornare nel Mediterraneo, per cui eh noi ci siamo, ecco, il Mediterraneo non non lo abbandoniamo per per altre missioni, però ci piace anche eh noi ci sentiamo parte della società civile, nasciamo dalla società civile, siamo la società civile e e Quindi volevamo essere partecipi anche a questa missione.

 

 

Scritto da: Redazione Novaradio