Cultura

Prosegue ad Arezzo la mostra dedicata a Francesco Redi, il primo medico dei Medici, nel quadricentenario dalla nascita – ASCOLTA

today27/04/2026

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    Elisa Boffa, curatrice della mostra


AREZZO – Si intitola “Francisci Redi patricii arretini: la (ri)scoperta del genio”, la mostra che celebra Francesco Redi, una delle figure più significative della cultura scientifica e letteraria del XVII secolo italiano, il primo medico della famiglia Medici, nel quadricentenario dalla nascita, nella sua città d’origine. La mostra bibliografica, organizzata da Fondazione Guido d’Arezzo, in collaborazione con il Comune e la Biblioteca di Arezzo, con il patrocinio di Regione Toscana, a cura di Elisa Boffa, si è inaugurata il 2 aprile alla Galleria Comunale D’arte Contemporanea (piazza S.Francesco, 4, Arezzo) e sarà visitabile fino al 7 giugno.

In mostra 70 opere divise in nove sezioni tematiche, tra queste: il Libro dei Ricordi, iniziato a compilare poco più che ventenne, per la prima volta esposto al pubblico; le illustrazioni che commissionava agli incisori del tempo; due vocabolari dell’Accademia della Crusca con glosse manoscritte; la storia della creazione degli occhiali; la segretissima ricetta del cioccolatte al gelsomino, una lavorazione con polvere di cacao, vaniglia, cannella e fiori freschi della durata di “dieci o dodici giorni”, tanto amata dal Granduca di Toscana Cosimo I, e persino un elogio ai vini della Toscana nato per una riunione scherzosa con accademici, che diventò poi una opera vera e propria.

Attraverso documenti, manoscritti e volumi a stampa che raccontano non solo la sua produzione scientifica e letteraria, ma anche le relazioni culturali e personali che egli intrattenne con l’élite intellettuale della Toscana del suo tempo, “Francisci Redi patricii arretinil” restituisce l’immagine di uno studioso profondamente radicato nella sua terra, capace di lasciare un segno duraturo nella storia della scienza, della letteratura e della cultura europea. Le nove sezioni tematiche sono: Francesco, le ricordanze e la genealogia; La Libreria rediana; Il legame indissolubile con Arezzo; Dalle vipere in poi: le opere scientifiche; Sull’uso della parola: i vocabolari e gli accademici; Bacco e gli altri scritti letterari; Eruditi, colleghi e allievi; La discendenza Redi; Dopo di lui: opere postume.

Scienziato e cortigiano, letterato e medico personale dei Granduchi di Toscana Ferdinando II e Cosimo III, accademico della Crusca, del Cimento e dell’Arcadia, Redi è una figura centrale nella nascita della modernità scientifica e uno degli ultimi grandi ingegni enciclopedici della cultura occidentale, capace di muoversi con straordinaria versatilità tra discipline diverse: dall’anatomia alla filologia, dalla sperimentazione scientifica alla poesia, dall’elaborazione di ricette mediche alla consulenza sanitaria per amici e collaboratori. Le sue ricerche naturalistiche, anatomiche e fisiologiche accolsero la grande tradizione galileiana, estendendo il metodo delle ‘sensate esperienze’ dall’ambito delle scienze fisico-matematiche a quello della medicina e della biologia. Lo scienziato fu celebre, ad esempio, per aver confutato la teoria della generazione spontanea degli insetti, dimostrando sperimentalmente che dalle carni putrefatte non nasceva alcun organismo se un insetto non vi deponeva le uova. Le sue descrizioni metodiche dei parassiti, inoltre, costituiscono il primo nucleo della parassitologia moderna. Gli interessi scientifici di Redi raggiunsero l’apogeo nel decennio 1657-1667, gli anni dell’Accademia del Cimento di cui fu membro autorevole. La sua prima pubblicazione del 1664 rappresentò una notizia sensazionale per l’epoca poiché, con l’evidenza dei fatti, riuscì a superare la vasta letteratura medievale e le credenze della medicina tradizionale.

 

 

 

Scritto da: Redazione Novaradio