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Da bosco e da riviera - 19 maggio 2026
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Vannino Chiti e Izzeddin Elzir su corsi Costituzione 20052026
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Izzeddin su fatti di Modena 20052026
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Chiti su indagine Siena 20052026
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FIRENZE – Accordo pilota, il primo in Italia, tra la Comunità islamica di Firenze e l’Istituto storico toscano della Resistenza e dell’età contemporanea per la conoscenza, soprattutto tra i giovani musulmani, della storia della Repubblica e della Costituzione italiana, alla vigilia degli 80 anni del referendum del 2 giugno 1946 e dell’elezione della Costituente. L’intesa firmata dal presidente dell’Isrt Vannino Chiti e dall’imam di Firenze Izzeddin Elzir, prevede una collaborazione biennale, verranno sviluppate attività formative che riguardano la Costituzione “quale patrimonio comune e base della cittadinanza italiana”, con l’Isrt che mette a disposizione le proprie competenze scientifiche, mentre la comunità islamica promuove i progetti formativi tra i propri iscritti, collaborando a organizzazione e realizzazione.
“Quest’accordo per la formazione dei giovani della comunità islamica, sul percorso storico che ha realizzato in Italia le condizioni per la definizione della Costituzione e l’affermazione dei valori a cui si ispira – afferma Vannino Chiti – costituisce un’esperienza di straordinario valore che può fare da modello anche in altre realtà. Con essa si ribadisce il nostro impegno finalizzato a rendere i giovani italiani, di antica o recente origine, pienamente consapevoli dei loro diritti e dei loro doveri. La libertà e la democrazia sono conquiste, non concessioni, e richiedono conoscenza e cura per difenderle e affermarle nella vita quotidiana e nelle istituzioni”.
Per Izzeddin Elzir “quello che abbiamo appena firmato è un accordo di grande importanza che ha l’obiettivo di creare opportunità di dialogo e di confronto con i ragazzi sulla nascita della nostra Costituzione e sulla Resistenza”, “studiarle è un valore aggiunto, perché ci si sente parte integrante del tessuto sociale del nostro Paese”. “Ma già adesso – precisa – i giovani sono più avanti di noi”. “La Costituzione italiana – conclude – non è in contraddizione con la nostra fede e rappresenta un valore assoluto per tutti noi”.
L’imam ha parlato anche della prososta della leader leghista Salvini, dopo che a Modena Salim El Koudri si è lanciato a tutta velocità a bordo della sua auto sulla folla , di privare la cittadinanza i cittadini di origine straniera autori di particolari crimini: “Togliere la cittadinanza? Per chi delinque la legge c’è e va applicata. Noi italiani abbiamo una storia che è passata dal terrorismo nero a quello rosso e non abbiamo cambiato le leggi. Sarebbe bene che certa politica non cercasse di usare le tragedie delle persone per avere qualche voto in più, o almeno così pensano”. “La nostra solidarietà e la nostra vicinanza a tutti i familiari che hanno subito questa tragedia”, poi “dall’altra parte dobbiamo essere fieri e orgogliosi di chi ha fermato questo criminale: un signore italiano autoctono, un ragazzo di seconda generazione, italiano, il suo babbo, egiziano, che ancora non lo è”, oltre “ad altri pakistani. Questa è la nostra società, una società composta di diverse realtà”. Perciò, conclude, “va rispettata e applicata la legge. Non ne servono altre, serve la certezza della pena, serve usare un discorso che aiuta alla coesione, non alla divisione”.
Il presidente dell’ISRT invece ha riposto ad una domanda sull’inchiesta di Siena che ha portato ad indagare 13 minori, tra l’latro, per detenzione di materiale inneggiante a fascismo e nazismo, oltre che detenzione illegale di armi: “Mmi ha fatto un’impressione molto negativa”, è necessaria “una memoria comune degli italiani tutti, adulti e giovani. Soprattutto i giovani, perché c’è un problema di formazione”. “La memoria dell’antifascismo è anche attualità. Questo Paese può essere unito, dopo 81 anni”, “se c’è un asse su cui tutti ci riconosciamo, che è Resistenza, Liberazione e Costituzione. Questi tre momenti sono imprescindibili, se non si tengono fermi, il Paese non è unito, bensì diviso. E si fomenta odio verso chi la pensa in modo diverso, odio verso chi è un nuovo italiano e appartiene quindi a etnie, a tradizioni diverse, ma è un nuovo italiiano che ha gli stessi i diritti e gli stessi doveri. Che deve conoscere perché li deve praticare”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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