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Montedomini, Palagi (Sinistra): “No a capri espiatori, quello è un sistema che risale all’era Renzi-Nardella” – ASCOLTA

today28/08/2026

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    Dmitrij Palagi (SPC) su Montedomini 28082026 NN

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    Palagi su Rsa Civette 28082026 NN

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FIRENZE – “Mi sembra abbastanza normale che alla luce di un esposto non si possa far finta di niente” ma “temo che non ci saranno particolari conseguenze”. Così il consigliere di Sinistra Progetto Comune, Dimitrij Palagi, commenta la notizia dell’apertura d una indagine sul “caso Montedomini” da parte della Procura fiorentina.

Il tema rimane caldissimo anche alla luce del Consiglio Comunale straordinario fissato per venerdì prossimo, 4 settembre, in cui la sindacaSara  Funaro e la giunta sarà chiamati a spiegare, dice Palagi, come sia stato possibile che “nella stessa fase politica in cui ai soggetti privati si stava dicendo ‘Non fate turistico ricettivo all’interno dell’area UNESCO’, c’era un’azienda pubblica riconducibile direttamente unicamente al Comune di Firenze e quindi allo stesso soggetto che stava in qualche modo normando questa materia di permettere di fare turistico ricettivo”.

Il timore, non lo nasconde Palagi, è che la vicenda si risolva in un semplice “scaricabarile” che indica nella passata direzione della ASP – nella figura dell’ex direttore Emanuele Pellicanò – le uniche responsabilità, ma che invece per il consigliere della Sinistra è “figlia” di un sistema creato e consolidato negli anni precedenti: “Quello che noi abbiamo visto è che c’è un sistema che non a posteriori, ma a priori disegna il perfetto capo espiatorio. Non esiste nessuna assunzione di responsabilità da parte del Comune di Firenze che non ha mai esercitato la clausola” dei poteri di indirizzo e controllo. Ma è una ricostruzione che non convince: “Quando la sindaca e Montedomini dicevano “Ma noi non sappiamo come sia possibile Via Guelfa”, abbiamo tirato fuori l’allegato di un contratto dove c’è scritto nero su bianco che si può fare turistico ricettivo” ricorda Palagi e aggiunge: “Noi in consiglio comunale intenderemo che la politica si assuma la responsabilità perché Domenici, Nardella, prima di lui Renzi e oggi Funaro, hanno costruito un sistema che faceva comodo all’Opera dell’Uomo, alla Fondazione cassa di risparmio, al Comune di Firenze, è un sistema che è stato costruito in due stagioni politiche precise in cui si diceva che il pubblico non aveva soldi e mettere a rendita il patrimonio immobiliare era un modo per riprendere risorse pubbliche”.

Uno scarico di responsabilità, insiste Palagi, “sarebbe il modo peggiore per difendere il patrimonio pubblico. Le giunte passano, ma quello che resta è la città e il suo patrimonio immobiliare. Più lo svendiamo, meno lo trattiamo bene, peggio sarà per le prossime generazioni. Quindi saremo radicalmente duri all’interno dell’aula, soprattutto sottolineando una cosa, Montedomini esiste per fare i servizi socio-sanitari. A che punto siamo sull’RSA? È vero che le internalizziamo e a che punto siamo all’interno del socio-sanitario all’interno di questa città? Montedomini esiste per questo e quindi quando non ci parlano di società della salute,, quando non ci parlano di politiche pubbliche socio-sanitarie, ci stanno dicendo che Montedomini è abbandonata a se stessa”.

Un tema cui è legata anche un’altra questione, quella dei timori per l’imminente chiusura della RSA le Civette, nel complesso di San Salvi, denunciata dal comitato dei pazienti, che sono stati convocati dalla Asl Toscana Centro, proprietaria dell’immobile, il 15 settembre:  a rischio, tra gli altri, i servizi garantiti per i 20 pazienti rimasti (dei 60 originari) e le attività del centro alzheimer. Sul tema Palagi presenterà una domanda di attualità proprio il 4 settembre prossimo.  “Non si può dire che è colpa dell’ASL, è il Comune e la Società della Salute che devono agire” dice Palagi: “E’ la società della salute, il Comune di Firenze che programmano le necessità territoriali sul socio-sanitario. Se si decide che non ci serve un RSA e un centro Alzheimer, con tutti i problemi che abbiamo di persone non autosufficienti, di persone con l’Alzheimer, di persone che hanno bisogno dell’RSA e del centro diurno e noi diciamo al Quartiere 2 non ci serve lì, quella è una responsabilità della Società della salute e del Comune. E se l’assessore non è in grado di intervenire, che gli venga tolta quella delega”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio