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Rsa Le Civette, presidio davanti alla Regione Toscana per dire “no alla chiusura”. Richieste anche al Comune – ASCOLTA

today14/09/2026

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    Marco Papini, Comitato famliari RSA Le Civette 14092026

FIRENZE – “Giù le mani da Le Civette. Questa è casa nostra”. Questo lo striscione appeso davanti alla sede della Regione Toscana da familiari degli ospiti della residenza sanitaria e da sindacati, in presidio per dire no alla chiusura della struttura nell’area di San Salvi dove si trovano attualmente 19 persone.

“È una storia che va avanti dal 2023 – ricorda Marco Papini, uno dei portavoce delle famiglie e che ha la madre ricoverata nella rsa – quando ci fu una delibera di chiusura temporanea per la messa a norma di un padiglione”. Allora gli ospiti erano 40, in due ali della struttura, più 15 nel centro diurno per malati di Alzheimer. “Domani l’Asl Toscana centro ci ha convocato a Villa Fabbri, ci aspettiamo che inizino a comunicare gli spostamenti dei genitori in altre strutture. Noi non vogliamo che accada”. Per questo oggi consegneranno sia alla Regione che al Comune la petizione, tra 300-400 le firme raccolte, con dieci punti. Uno su tutti: “Bloccare immediatamente qualsiasi provvedimento di chiusura della struttura – spiega ancora – e anzi ritornare a quello che era antecedente al 2023 dove gli ospiti erano 40 e di riaprire pure il centro diurno per i malati di Alzheimer”.

Oltre alla Regione i familiari chiamano in causa il Comune perché “non può assistere passivamente alla chiusura di una struttura totalmente pubblica, una delle ultime tre, senza dire niente”. Anche perché i numeri sono importanti. “Solo alle Civette – prosegue Papini – esiste una lista d’attesa di 40 persone. Ci risulta che in tutta l’Asl Toscana Centro siano 1800 e su Firenze oltre 300”. A sostegno della vertenza il parroco di San Salvi, don Pierfrancesco, presente al presidio: “Credo che ancora si possa sperare qualcosa di buono per la soluzione del problema”. Problema che riguarda anche i 28 lavoratori della rsa, tutti dipendenti della cooperativa Proges. “Siamo convocati per mercoledì dalla Asl – fa sapere Paola Sabatini del sindacato Cub -. Qualora proceda alla chiusura, la coop avvierà una procedura di licenziamento collettivo. La Asl ha fatto sapere di aver contattato altre cooperative per riassorbire i lavoratori, le abbiamo contattare anche noi e hanno detto che sono disponibili, ma senza scatti di anzianità né diritti acquisiti”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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