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Ex GKN: “Piano consortile? Occasione storica ma tardiva, noi pronti a partire da soli con le cargo ebike ad inizio 2027” – ASCOLTA

today28/09/2026

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    Dario Salvetti, Collettivo di fabbrica ex Gkn – 28 settembre 2026

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CAMPI BISENZIO – La dichiarazione di pubblica utilità dell’area ex GKN è “una occasione potenzialmente storica” e di “trasparenza costituzionale” perché contiene la dichiarazione di pubblica utilità i 40 mila mq dell’area ex Gkn e prevede tra gli strumenti anche l’esproprio, ma rischia di essere ormai “tardiva” rispetto alla possibilità di dare gambe al progetto di reindustrializzazione elaborato dagli ex operai di fabbrica “ambientalmente e socialmente integrata” tramite la proto-cooperativa GFF.

Ecco perché il Collettivo di fabbrica ex Gkn e la SOMS Insorgiamo sono pronti a “partire da soli” e dare avvio alla produzione di cargo ebike da inizio 2027. Ad chiarirlo è Dario Salvetti, portavoce del Collettivo, commentando stamani a Novaradio l’annuncio, pochi giorni fa, del piano del Consorzio della Piana (nato da una legge ispirata proprio dalla mobilitazione degli operai ex Gkn). “Noi abbiamo deciso di salpare – dice Salvetti – e abbiamo deliberato che partirà la produzione di cargo ebike dal gennaio 2027. La faremo partire in locali indipendenti e autonomi che nel frattempo abbiamo affittato, evidentemente non non lì”, cioè non nell’area ex GKN. Il luogo è ancora riservato ma, dice Salvetti “manteniamo le radici ferme nella piana fiorentina”.

La mobilitazione operaia però continuerà: “Continueremo a presidiare quello che deve essere un luogo di reindustrializzazione. Se ci sono dei piani industriali seri oltre al nostro, che creano buona occupazione ben venga”, assicura Salvetti: “Il presidio sociale continua perché quella fabbrica torni ad essere una fabbrica anche laddove non fosse con il nostro piano industriale”.

“Questo piano industriale ha rischiato e rischia di marcire eh ogni giorno – ricorda Salvetti – quindi noi faremo manifestazioni di interesse per l’area con il nostro progetto industriale”, ma al momento come Collettivo, aggiunge, “noi teniamo vivo il progetto industriale in questo momento sviluppandolo altrove, al momento noi non vediamo alternative” alla reindustrializzazione “se non proporla direttamente noi e a farla direttamente noi”, spiega Salvetti, con “questo piccolo esempio di reindustrializzazione ecologica, alternativa allo sfascio dell’industria di questo paese e contemporaneamente alternativa all’idea che dallo sfascio dell’industria di questo paese si esca con riarmo, con i data center, con l’estrattivismo militarista e energetico fossile. Perché oltre a essere una prospettiva umanamente atroce, è anche una prospettiva economicamente falsa”.

Scritto da: Redazione Novaradio