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DL scuola, parla l’insegnante dei Centri di alfabetizzazione: “Molti slogan, pochi fondi” – ASCOLTA

today29/09/2026

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    Francesca Manuelli, educatrice Centri di alfabetizzazione Gandhi Firenze – 29 settembre 2026

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FIRENZE – In attesa della firma del Presidente della Repubblica, il DL scuola del governo continua a far discutere: non solo per il limite del 30% agli stranieri “non italofoni” al primo anno dei cicli scolastici e sulle perplessità di applicazione ai casi concreti, ma anche sul destino che sarà riservato a quegli alunni considerati “in più” e le loro famiglie. Il decreto legge prevede il potenziamento dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri (L2) stanziando 3,4 milioni per il 2027 e oltre 14 milioni per il 2028: dovrà servire a colmare le lacune dei ragazzi, e anche delle loro famiglie (per cui si prevedono corsi obbligatori di italiano per adulti).

A livello di istruzione pubblica, però, l’italiano per stranieri non esiste: ad affiancare e sostenere i ragazzi sono, ove presenti, i Centri di alfabetizzazione che vengono finanziati dai Comuni. A Firenze, ad esempio, ne sono attivi tre: Ulysse, Giufà e Gandhi, che si dividono le varie aree della città, per un totale di circa 1.200 ragazzi seguiti. I loro insegnanti – facilitatori e le cooperative da cui dipendono, lavorano all’interno delle scuole pubbliche durante l’orario scolastico, in stretta collaborazione con i docenti curricolari.

Francesca Manuelli lavora presso il Centro Gandhi, uno dei tre centri di alfabetizzazione comunali di Firenze, e si occupa delle scuole primarie e secondarie della zona nord-ovest (Brozzi, Le Piagge): segue circa 70 ragazzi prevalentemente di origine e lingua cinese sinofoni. Attraverso laboratori linguistici, supporta sia l’acquisizione della lingua di base per i nuovi arrivati, sia il consolidamento della “lingua dello studio” per affrontare le materie scolastiche più complesse. Un servizio importante ma vive notevoli difficoltà per la mancanza di finanziamenti – anche da parte degli stessi Comuni – che traduce in un servizio limitato e stipendi bassi (1.000 euro per 26 ore settimanali).

Ora il governo nel DL attribuisce un ruolo importante all’italiano L2 e risorse dedicate, ma il giudizio di Manuelli rimane critico: “I fondi previsti su scala nazionale sono del tutto insufficienti, e non è chiaro come verranno distribuiti: se destinati ai Comuni o alle scuole. Inoltre, le misure sembrano basate “su slogan politici piuttosto che su una reale conoscenza del contesto scolastico”, aggiunge: “Contrariamente alla narrazione governativa che vede la presenza di alunni non italofoni come un ostacolo per gli studenti italiani, Manuelli sottolinea che l’integrazione e la pluralità rappresentano una ricchezza e un valore educativo per tutti gli studenti”.

Scritto da: Redazione Novaradio