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Mps, dopo il “no” dei soci al piano Lovaglio, l’allarme dei sindacati su taglio agli sportelli e all’occupazione – ASCOLTA

today30/10/2026

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    Federico Di Marcello, Fisac Cgil Mps – 30 ottobre 2026

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SIENA – Forte preoccupazione tra i lavoratori Mps e in generale per le istituzioni e la cittadinanza di Siena, dopo l’esito dell’assemblea di Banca Monte dei Paschi ieri, che ha visto la bocciatura a larga maggioranza da parte dei soci delle offerte su Banco Bpm e Banca Generali, la fusione con Mediobanca e la riduzione del capitale finalizzata allo stacco della cedola da 4 miliardi, ossia delle mosse che l’ad Luigi Lovaglio aveva predisposto per resistere alla “scalata” di Intesa San Paolo e Unipol.

Nonostante gli applausi e la standing ovation tributata a Lovaglio da parte dei piccoli azionisti, a pesare sulla decisione è stato l’orientamento dei grandi gruppi privati e dei fondi di investimento. Un risultato che apre la strada al piano di acquisizione San Paolo-Unipol che, almeno per come è stato presentato fin qui, prevede la separazione tra banca d’affari e banca del territorio, con l’acquisizione del controllo su Generali, l’integrazione di Mediobanca e Imi-San Paolo, e la redistribuzione di un gran numero di sportelli a Unipol, il che significa lo spostamento della “testa” della banca a Bologna, la riorganizzazione del personale e probabili esuberi finora però non quantificati.

In allarme i sindacati. Per la federazione dei bancari Uilca-Uil occorre “salvaguardare  l’integrità del Gruppo, le professionalità e il ruolo dei territori”. “No a operazioni di concentrazione bancaria che impoveriscano il tessuto produttivo locale e mettano a rischio occupazione, professionalità e vicinanza a famiglie e imprese” è l’appello della First-Cisl. Ancor più pessimista è la Fisac Cgil: “Così MPS rischia di diventare una banca piccola e spartita”.

“Temiamo che dietro le parole come sinergie dividenti e e cose simili siano piani il cui prezzo poi possa essere scaricato sui lavoratori che in questo momento vedono più incerto che mai il proprio destino” dice a Novaradio Federico Di Marcello, Fisa Cgil Mps: “Intesa, in tandem con Unipol, ha proposto di prendere le filiali e dividerle in due: metà Intesa e metà a BPER attraverso Unipol. Però ci sono veramente tante troppe incognite, per questo chiediamo chiarezza”: ne va del futuro dei 22.000 lavoratori Mps e per i 5.000 delle sette divisioni generali sparse in tutta Italia.

Scritto da: Redazione Novaradio