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60/o alluvione Firenze: Il rischio zero non esiste, il mantra è “lavorare sulla prevenzione” – ASCOLTA

today02/11/2026

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    Gaia Checcucci, Autorità Bacino Appenino Settentrionale 02112026

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    Funaro su rischio idraulico 02112026

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FIRENZE – “Rischio zero non esiste, però sicuramente non c’è nemmeno più il rischio di 60 anni fa”. Così Gaia Checcucci, dell’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale a proposito del rischio alluvione dell’Arno, stamani parlando a margine della presentazione del volume realizzato da La Nazione ‘Firenze 1966-2026: i giorni del fango e la bellezza ferita’, realizzato per i 60 anni dall’alluvione. “A fronte di un evento come quello del ’66 che strattamente potrebbe riaccadere – ha ricordato – si sommano altri rischi, legati ad eventi intensi come quelli che abbiamo visto anche di recente a Campi e poi l’anno successivo che sono cosiddette bombe d’acqua legate ai cambiamenti climatici”.

“Rispetto a questo livello di pericolosità, come sta la nostra regione?” ha aggiunto: “Sicuramente meglio perché molte cose sono state fatte: le ‘casse’ (di espansione, ndr) sono in corso, il sistema va assolutamente completato perché è un sistema che deve trattenere più di 25 milioni di metri cubi per mitigare il rischio su Firenze. Però esiste anche un sistema di allerta e di Protezione Civile che nel 66 non c’era e quindi tutto ciò, sommato insieme, sicuramente ci fa stare in una condizione di relativa tranquillità”.

Per mettere in sicurezza ancor più Firenze “con la Regione c’è una programmazione, lo abbiamo visto sia con le casse d’espansione, col rafforzamento delle spallette sull’Arno, con i tanti interventi. Oggi abbiamo il parco del Mensola che nel passato non c’era e tanti altri esempi li possiamo portare. Siamo convinti che dobbiamo lavorare sempre di più per portare avanti questi interventi, ma anche per lavorare sulla gestione dell’emergenza” ha detto la sindaca di Firenze Sara Funaro, intervenendo all’evento in Palazzo Vecchio. “Siamo convinti – ha aggiunto – che il lavoro da fare sia ancora tanto, soprattutto in termini preventivi perché noi dobbiamo lavorare per far in modo che i nostri territori possano rispondere ai cambiamenti climatici che oltre per i rischi alluvioni sono un tema per la salute e la vivibilità dei nostri territori”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio