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Sollicciano, il “j’accuse” del garante dei detenuti sul tavolo di coordinamento: “Molta propaganda ma nessun risultato” – ASCOLTA

today02/11/2026

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    Il cielo e la stanza – Giancarlo Parissi, garant dei detenuti di Firenze – su Sollicciano, anno zero – 2 novembre 2026

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FIRENZE – “Nessuna novità” concreta su Sollicciano, una gestione che al di là di “molta facciata” e “molta propaganda” mostra invece una di atteggiamento “di distanza” e una sottovalutazione dei problemi reali del carcere. E’ il duro “j’accuse” del garante dei diritti dei detenuti Fiorentini Giancarlo Parissi, stamani ai microfoni di Novaradio,  pochi giorni dallo svolgimento del “tavolo inter-direzionale” su carcere di Sollicciano.

Un incontro atteso perché arrivava dopo mesi di rinvii anche a causa selle note vicende del sequestro delle sezioni e del trasferimento di 200 detenuti  e che vedeva tutte le istituzioni presenti – il Comune, la direzione carcere, la Società della Salute, l’Ufficio Esecuzione Pene Esterne, oltre al Garante cittadino – e in cui si doveva parlare di coordinamento dei servizi dentro e fuori dal carcere. Ma la ricostruzione della riunione del garante è ben diversa da quella del Comune, che alcuni giorni fa parlava dell’avvenuta ricognizione dei servizi dentro e fuori dal carcere, ed evidenziava la novità dell’individuazione, per la prima volta, di una sede del Comune da destinare al coordinamento delle associazioni che in città si occupano di carcere.

A quanto riferito dal garante Parissi, al tavolo si sono affrontati soltanto casi singoli – nello specifico quello di una donna con gravi problemi di salute per cui si cercava una sistemazione alternativa al carcere – senza toccare il tema annoso della continuità del “follow up” sanitario sul territorio per i detenuti in uscita. Si sarebbe fatto riferimento ad protocollo esistente da applicare, dimenticando però che “con le procedure si riesce a supportare il 20% della popolazione detenuta” ma che “bisogna anche pensare a come supportare portare l’altro 80% indipendentemente dalla condizione dei documenti e dalla regolarità o meno sul territorio”.

Sull’individuazione di una sede da destinare al coordinamento delle associazioni, il garante Parissi è critico: il coordinamento tra le associazioni c’è già, ricorda e, facendo riferimento al fatto che la sede è stata individuata in un locale del Comune in zona Brozzi, ne sottolinea la collocazione periferica.

Inoltre, riferisce Parissi, al tavolo la direzione del carcere è stata presente soltanto pochi minuti e i temi reali di Sollicciano trattati in modo frettoloso o elusi: dal sovraffollamento alla mancata attivazione di una classe di scuola superiore per 15 detenute donne (“ci sono 15 donne che hanno chiesto di poter frequentare dopo la terza media la scuola superiore e non c’è risposta, è stata fatta un’istanza al Tribunale di sorveglianza”), fino alla questione dei lavori di ristrutturazione e di sblocco delle sezioni sotto sequestro, su cui “se fai domande, la direttrice si volta dall’altra parte” e c’è una “quasi totale omertà”.

Parissi punta il dito anche sulla “modalità di conduzione” del tavolo da parte del Comune: non quattro ma tre volte l’anno: “A quel punto l’operatività di questo tavolo io non riesco più a capirla…” dice il garante che non nasconde la sua delusione: “Nella mia ingenuità avevo riposto in questo tavolo e nei suoi lavori delle discrete speranze, devo dire che il treno di queste speranze si è ridotto a mezzo vagone”.

“Tornerò ad occuparmi di questioni che hanno a che fare semplicemente con lo stato delle celle, con lo stato del sovraffollamento, con una situazione al femminile dal punto di vista dei diritti all’istruzione e della frequenza della scuola più che allarmante e discriminatoria”  dice il garante, che chiude con un appello sconfortato su quel che servirebbe davvero a Sollicciano: “Un’apertura al dialogo, un’apertura alla chiarezza, perché siamo ripiombati nel buio più totale da diversi punti di vista. Io speravo che l’amministrazione comunale potesse dar mano ad aprire, a squarciare almeno leggermente questo buio, invece mi sembra che ci siamo già assuefatti allo status quo…”

Scritto da: Redazione Novaradio