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“Il giornalismo d’inchiesta è un valore inalienabile dell’umanità. La democrazia in Italia? Non funziona” – ASCOLTA

today11/11/2025

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    Sigfrido Ranucci, conduttore Report – 11112025

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FIRENZE – “Le scelte che ho fatto le farei tutte. E’ dal 2021 che sono sotto scorta, dal 2009 sotto tutela. Diciamo che non è che mi ha cambiato tanto”. Così Sigfrido Ranucci, autore e conduttore della trasmissione Report, è tornato sull’attentato subito lo scorso 17 ottobre ottobre, parlando oggi a Firenze a margine della presentazione lo spettacolo ‘Diario di un trapezista’ in programma domani alla Giunti Odeon (ore 21, sold out).

“I miei figli – ha aggiunto – sono abituati a convivere con una figura che è assente e che c’è il rischio che non possa tornare a casa. Ma come può accadere anche ai normali poliziotti o a chi si occupa di ‘servizio pubblico’. Però sanno benissimo che queste assenze” fanno parte di un pacchetto “che è necessario se si vuole consegnare al mondo e alle future generazioni un mondo migliore”.

“Il giornalismo d’inchiesta – ha spiegato Ranucci parlando del suo lavoro – illumina delle zone d’ombra” che spesso “sono zone che il potere, la politica, non vuole che vengano illuminate. Noi invece siamo qui e continuiamo tenacemente ad illuminarle. E io credo che il valore della del giornalismo di inchiesta sia un valore inalienabile dell’umanità“, “dà coraggio a chi lo fa e dà coraggio a chi lo ascolta e lo vede, perché dà il senso che possono cambiare le cose”. Per Ranucci il giornalismo d’inchiesta è un lavoro di squadra, perché “è un lavoro complicatissimo, che richiede non due occhi, ma anche quattro, anche sei. Noi anche otto ce ne abbiamo quando scarichiamo le puntate”.

 

In merito alle reazioni e alla solidarietà ricevuta dopo l’attentato di Campo Ascolano, Ranucci ha sottolineato di non aspettarsi “una quantità di ipocrisia tale soprattutto da una certa politica“. La solidarietà, ha spiegato “l’abbiamo misurata nella commissione di vigilanza. Tre ore in cui è era stata convocata per la prima volta dopo un anno per manifestare solidarietà, è diventata l’ennesima commissione di vigilanza dove mi si accusava di non fare correttamente il mio lavoro. Ma va bene così, io ho detto sempre ‘piuttosto che l’ipocrisia, piuttosto che vestirsi di false trasparenze è meglio apparire nudi’“.

Riguardo all’inchiesta di Report sul garante privacy, alle reazioni e alle polemiche che ne sono seguite, Ranucci ha detto: “Devo dire che mi ha colpito la dichiarazione della premier ieri quando ha detto che ‘l’Authority non è roba mia’”, “non può dire secondo me quella roba non mi interessa, non è cosa mia”. “Credo che quella dell’autorità sia anche una delle pagine più brutte della democrazia degli ultimi anni” ha aggiunto Ranucci, secondo cui è necessario che la politica faccia “un atto di coscienza” e decida “in base appunto a quello che hanno visto. La politica ha scoperto di aver creato un mostro perché in questo momento non è neppure in grado di mandarli a casa, non possono licenziarli”. “Paradossalmente – conclude Ranucci – c’è l’imputazione di impeachment per il presidente della Repubblica, poi chi fa gli impicci dentro una autorità garante non si riesce a mandarlo via per legge”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio