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Mattia Barera, Accademia della Modernità Democratica – 21 gennaio 2026
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ITALIA / SIRIA DEL NORD EST – Nella Siria del nord-est da alcuni giorni è in atto una vera e propria offensiva militare su larga scala da parte dell’esercito del governo provvisorio guidato dal’ex capo delle milizie islamiche filo-turche Al Shaara (già Al Jolani) contro il Confederalismo Democratico della Siria del Nord e dell’Est: l’operazione rappresenta nel tentativo da parte del nuovo governo siriano di conquistare il pieno controllo sul Rojava, crocevia strategico dal punto di vista geopolitico ed economico, e liquidare l’esperienza politica instaurata nel kurdistan siriano dal Confederalismo Democratico.
Il tutto avviene con il sostegno esplicito di Stati Uniti e Turchia, il tacito accordo con Israele e il sostegno dell’Unione Europea e della Lega Araba, nel silenzio dei principali media mainstream, compresa Al Jazeera, interessati alla riapertura della Siria agli investimenti esteri.
L’offensiva è partita il 18 gennaio scorso con l’attacco ai quartieri curdi di Aleppo ed è proseguita con l’offensiva verso i territori di Raqqa e Deir El Zor nell’est, grazie anche all’appoggio di parte delle organizzazioni tribali che controllano le comunità locali, e che hanno deciso di voltare la schiena alla governo del Rojava, spiega a Novaradio Mattia Barera, dell’Accademia della Modernità Democratica.
Sotto attacco anche le zone della città di Kobane, dove le stesse milizie filo-islamiche che ora sono inquadrate nell’esercito di Damasco, nel 2014 sotto le bandiere dell’ISIS avevano stretto d’assedio la città senza riuscire a conquistarla. Dal confine turco milizie curde stanno arrivando in appoggio ai siriani del nord-est. Se dovesse prevalere l’esercito siriano e del suo modello di Stato religioso sunnita, mono-confessionale e islamista radicale, ragiona Barera, le novità introdotte dall’organizzazione socio-politica del Rojava, dall’emancipazione delle donne all’inclusione delle minoranza, alla partecipazione democratica delle comunità locali alle decisioni, andrebbe perduto. “Ancora una volta, come nel 2014 – conclude – la sopravvivenza del Confederalismo Democratico, abbandonato dall’Occidente, è legata alla capacità di resistenza militare autonoma delle donne e degli uomini curdo-siriane”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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