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Le Selezioni Musicali del Martedì - 10 marzo 2026
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Valditara su referendum nelle scuole – 11032026
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Valditara su accorpamenti – 11032026
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Funaro su accorpamenti – 11032026
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Giani su accorpamenti scolastici 11032026
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FIRENZE – “Nelle scuole va benissimo discutere delle tematiche referendarie nel rispetto della par condicio”, “non vedo perché scuole pagate dai contribuenti non debbano attenersi al fatto che se ci sono le ragioni del no ci debbono essere anche le ragioni del sì” e viceversa.
Ha scelto l’inaugurazione della grande fiera sull’istruzione di Didacta, il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara per entrare con “i piedi nel piatto” del dibattito referendario, con un attacco all’autonomia scolastica e alle attività di informazione e sensibilizzazione che sul referendum si vanno organizzando anche nelle scuole: “Le scuole devono servire a sviluppare lo spirito critico e non a indottrinare i nostri studenti perché, oltretutto – ha ribadito – non dimentichiamoci mai che le scuole sono pagate dai cittadini. Non sono pagate dalla Cgil, non sono pagate dal Pd, non sono pagate dalla Lega, non sono pagate da nessun partito politico”. Ma, essendo pagate dai contribuenti, ” è giusto che insegnino la libertà, lo spirito critico, il pluralismo e mai la faziosità e l’indottrinamento”.
Il ministro ha anche lanciato un nuovo attacco alla Toscana sul fronte del dimensionamento scolastico, rivendicando la “vittoria” ottenuta con il commissariamento della Regione che si era rifiutata di procedere agli accorpamenti tra le scuole. “‘Il commissariamento della Toscana” è una cosa “ormai fatta”, da cui non si torna indietro ha detto Valditara. “Semmai devo sottolineare che la Regione Toscana ha perso tutti i ricorsi fatti ai vari tribunali amministrativi e anche alla Corte Costituzionale. Ha sempre avuto torto, quindi vuol dire che il governo aveva ragione” e “credo che anche quello” alla presidenza della Repubblica “non avrà esito positivo. Lo immagino, dato che la giustizia ci ha dato ragione – ha spiegato -. Quindi, dubito che ci siano significative novità da questo punto di vista. Piuttosto posso dire che abbiamo concluso un percorso iniziato dal precedente governo, non dimentichiamoci mai che è un obiettivo Pnrr, concordato dal precedente governo con la Commissione europea” e “ho già annunciato che per i prossimi 3 anni non ci saranno nuovi dimensionamenti”.
Sugli accorpamenti scolastici, “ritengo che abbiamo avuto ragione a tenere una posizione ferma di contrarietà perché soprattutto poi chi ne risente è la diffusione, la capillarità della presenza degli istituti scolastici sul territorio”, ha ribadito oggi a margine della fiera Didacta il presidente della Toscana Eugenio Giani. Una contrarietà che ha portato al commissariamento da parte del governo. “Io che sono ormai anche a livello nazionale considerato un po’ il sostenitore della Toscana diffusa che diventa l’Italia diffusa – ha proseguito – non mi potevo permettere di accettare, senza far rilevare il mio dissenso per l’eccesso di accorpamenti che ha caratterizzato la scuola italiana”.
Sul tema, rispondendo ai giornalisti, è intervenuta anche la sindaca Sara Funaro: “E’ stata fatta una scelta sbagliata perché non si è tenuto conto della storicità degli istituti, né della situazione della regione e soprattutto della città metropolitana, dove già negli anni erano state portate avanti politiche virtuose e già erano stati fatti accorpamenti”. Per Funaro la modalità del ministero “non tiene conto del dialogo e del confronto con i livelli territoriali”. La sindaca ha ribadito “la contrarietà totale”, “abbiamo sempre difeso gli istituti e continueremo sempre a difenderli”.
Scritto da: Redazione Novaradio
Maipartiti - Chiedimi da dove vengo è uno spazio radiofonico di interconnessione fra culture e identità differenti basato sulle opportunità che la realtà fiorentina offre, a chi è arrivato, per integrarsi nel contesto sociale e trovare in esso libertà di espressione. E’ un viaggio, per chi ascolta, in territori inesplorati; una scoperta di ciò che è la vita prima, del perché la si lascia a metà, scegliendo di migrare. E’ un modo, per chi parlerà, di ritrovare il legame con le proprie radici: raccontarle per non perdersi. A cura di Giacomo Alberto Vieri
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