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Publiacqua, la Sinistra scettica sulla ripubblicizzazione: “Il 40% di Acea va a Plures: da una multiutility all’altra, la logica non cambia” – ASCOLTA

today16/03/2026

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    Dmitrij Palagi, Sinistra Progetto Comune – 16 marzo 2026

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FIRENZE – “E’ vero che ci sono dei successi che vanno riconosciuti: la mancata quotazione in borsa è un elemento positivo, così come il fatto che l’Autorità Idrica Toscana abbia stabilito che non ci dovrà essere un socio privato, e che ò la prossima gara dovrebbe avere un soggetto gestore che è al 100% a soci pubblici”. Ma “l’elemento fondamentale”, “passato un po’ sotto silenzio” è  che le quote del privato non le ricompra Publiacqua, le ricompra Plures. Vuol dire che c’è un compromesso che di fatto ha venduto l’acqua pubblica alla Multiutility“.

La sinistra di opposizione a Palazzo Vecchio non sembra condividere la soddisfazione e il giubilo espressi dal Pd Toscano  per la sentenza del Tribunale di Firenze che (in primo grado) ha imposto al socio privato di Publiacqua, Acque Blu della romana Acea, di restituite ai Comuni soci il 40% delle quote finora detenute, sancendo il ritorno del gestore del servizio idrico in mani 100% pubbliche. Giubilo peraltro condiviso anche da molti dei “sindaci ribelli” – ad esempio Sesto Fiorentino o Calenzano – che si erano tenacemente opposti alla quotazione in borsa.

L’affondo arriva da Dmitrij Palagi, consigliere di Sinistra Progetto Comune a Firenze: “Alia Pluers, la holding che farà da multiutility, di fatto subentrerà a Acea e quindi Publiacqua non avrà la possibilità di uscire dal progetto complessivo”. Il fatto che non ci sarà più un socio privato, ma una holding, per quanto pubblica, argomenta Palagi, non dà garanzie sul fatto che l’acqua sarà gestita in modo diverso:  “Vorrei ricordare che il socio privato che abbiamo salutato era multiutility (Acea, ndr) – dice Palagi –  quindi fondamentalmente è come se noi stessimo dicendo ‘salutiamo il socio privato’ per diventare noi il socio privato. Il tema non è soltanto chi è all’interno della società, è su quali basi logiche si muove: un’azienda di pubblica utilità che non persegue il profitto come elemento fondamentale non è un’azienda come tutte le altre”, mentre “per le regole che stanno nel mercato, nel mercato finanziario, nel mercato delle banche, la multiutility è un soggetto che è già molto esposta in termini debitori e con l’acqua dentro potrà fare ancora più debiti”.

La questione è profondamente politica, sottolinea Palagi che attacca il compromesso tra Pd e  “la sinistra dentro il centrosinistra” che ha consegnato il 40% di Publiacqua a Plures: “Stiamo alle dichiarazioni di Biffoni, Nardella, Bettarini, tutta la parte moderata del Partito Democratico che che sostiene il management di Alia-Plures” dice Palagi: la decisione  che sia Plures ad acquistare e quote di Publiacqua “fondamentalmente non è in discussione e non abbiamo rilevato voci critiche”. L’alternativa però ci sarebbe: “Lo disse il presidente di Publiacqua – ricorda Palagi – in una commissione di controllo di Palazzo Vecchio che Publiacqua aveva la disponibilità di riacquistare quelle quote senza chiedere soldi ai Comuni”.

Al di là dei tecnicismi e delle dinamiche politiche, quali le conseguenze pratiche? “Dire che ha vinto l’acqua pubblica è un modo fuorviante per ingannare la cittadinanza che poi quando si ritroverà a fare i conti con questa società, ne pagherà le conseguenze. Il precedente della TARI per noi è significativo” dice Palagi, ricordando l’aumento delle tariffe decise dai Comuni a fronte di un bilancio di Alia fortemente indebitato. “Avendo rinunciato alla quotazione in borsa ma essendo rimasto in piedi tutta la struttura della Multiutility, noi di fatto abbiamo scelto la strada dell’aumento dell’esposizione debitoria con le banche”. 

Intorno e dentro Alia c’è poca trasparenza, continua dire Palagi: “Abbiamo trovato dei verbali di fine dicembre 2025 pubblicati a fine gennaio che mostrano che una serie di costi che vengono imputati al servizio dei servizi ambientali, secondo l’autorità pubblica non sarebbero corrispondenti ai servizi”. Su questo e altri fronti Sinistra Progetto Comune ha fatto richiesta di accesso agli atti su alcune voci di spesa, tra cui le indennità per dirigenti e management, e le sponsorizzazioni, ad esempio del capodanno fiorentino: “Se succederà come crediamo che di nuovo ci sarà un diniego” agli atti, “di nuovo torneremo al TAR”.

Scritto da: Redazione Novaradio