Cultura

“Mirabilia Graphica. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino” in mostra al Museo Galileo – ASCOLTA

today19/06/2026

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    Filippo Camerota, curatore Mirabilia Graphica – 19062026

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    Roberto Ferrari, direttore Museo Galileo – 19062026

FIRENZE – Un capolavoro di straordinaria raffinatezza tecnica, leggibile soltanto attraverso il microscopio, racconta l’incontro tra arte e rivoluzione scientifica nell’Europa del Seicento. Si tratta di “Mirabilia Graphica. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino”, la mostra presentata dal Museo Galileo che porta all’attenzione del pubblico una delle più sorprendenti testimonianze della cultura della meraviglia che caratterizzò l’età barocca. La mostra, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo di Fondazione CR Firenze, aperta giovedì 18 giugno e sarà visitabile fino al 18 ottobre.

Fulcro dell’esposizione è una rarissima Madonna col Bambino realizzata nel 1692 dal calligrafo e micrografo Ignazio Francesco Muligino, la cui biografia è in parte ancora avvolta nel mistero, ma che fu certamente attivo tra le maggiori corti europee della fine del XVII secolo. L’immagine rappresentata è composta da migliaia di parole minutissime, quasi invisibili a occhio nudo e leggibili soltanto con l’ausilio del microscopio. Vera e propria perla barocca, l’opera testimonia una delle applicazioni più originali e meno conosciute della nuova tecnologia ottica che, a partire dagli studi di Galileo Galilei e dell’Accademia dei Lincei, trasformò il modo di osservare il mondo naturale e ampliò i confini stessi della visione.

L’immagine riproduce una Madonna col Bambino derivata dalla celebre Madonna col Bambino e Santa Martina dipinta da Pietro da Cortona nel 1643, oggi conservata al Louvre. Le linee del disegno e le sue delicate modulazioni chiaroscurali sono costituite dalla trascrizione integrale dell’Officium Beatae Mariae Virginis, raccolta di preghiere e litanie mariane che Muligino riuscì a condensare in uno spazio di appena trenta per venti centimetri. L’iscrizione che circonda la composizione invita esplicitamente l’osservatore a leggerla “cum mycroscopion”, rendendo il microscopio parte integrante dell’opera e della sua fruizione. La mostra si inserisce nel solco delle ricerche dedicate alla nascita e alla diffusione della microscopia in Europa. Perfezionato e reso celebre da Galileo, il microscopio favorì infatti lo sviluppo delle indagini naturalistiche promosse dall’Accademia dei Lincei, fondata da Federico Cesi.

Scritto da: Redazione Novaradio