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Daniela Rombi, Ass. Il mondo che vorrei – 26 giugno 2026
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ROMA – L’ex amministratore delegato di Fs e Rfi Mauro Moretti si è costituito stamani nel carcere di Orvieto, dove è attualmente recluso. E’ la conseguenza della sentenza con cui ieri la Corte di Cassazione ha scritto la parola “fine” alla vicenda giudiziaria della strage di Viareggio, dopo quasi 17 anni e sette gradi di giudizio, da quella maledetta notte in cui a Viareggio 32 persone morirono e oltre 100 rimasero ferite per l’esplosione di un vagone cisterna pieno di gpl.
La Suprema Corte ha confermato le condanne già determinate in appello per le 10 persone che ancora erano a giudizio: per tutti la condanna è per “disastro ferroviario colposo”. Il vagone deragliò per la rottura di un “assile” ma non fu una fatalità, fu la conseguenza di omissioni nel sistema della manutenzione e dei controlli.
Tra i condannati anche l’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato e Rfi Mauro Moretti, 72 anni, per cui a questo punto si aprono e porte del carcere. Stessa cosa anche per l’ex AD di Trenitalia, Michele Mario Elia, e i dirigenti delle società GATX Austria e Germania proprietarie del convoglio, i dirigenti e i tecnici manutentori delle officine che non eseguirono le dovute verifiche.
“Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta” ha commentato la legale dell’ex manager, l’avvocata Ambra Giovene, aggiungendo che è “ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali significa aprire le porte del carcere per un reato colposo”. É presumibile che il legale, appena sarà possibile, presenterà un’istanza per ottenere gli arresti domiciliari.
“Finalmente è finita, dopo 17 anni abbiamo avuto uno straccio di giustizia” il commento a Novaradio di Daniela Rombi, dell’associazione dei familiari delle vittime della strage “Il mondo che vorrei” che, pur sottolinea l’estrema lunghezza del procedimento, sottolinea l’importanza della sentenza: “Seppur dopo molto tempo, per la prima volta a pagare sono i vertici e non le ultime ruote del carro, il tecnico che stringe o bulloni”.
Rombi nella tragedia ha persola figlia di 21 anni; Emanuela. Alla domanda se, ora che giustizia è stata fatta, è immaginabile pensare alla parola “perdono”, risponde: “Ora non sono pronta. Moretti, a parte qualche parola pronunciata in aula in appello, non ci ha mai chiesto scusa…”
Scritto da: Redazione Novaradio
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