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Toscana, il Pil toscano segna +0,5%. Irpet: “L’economia tiene ma serve rilancio con investimenti pubblici” – ASCOLTA

today16/07/2026

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    Nicola Sciclone su rapporto irpet 15072026

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    Eugenio Giani su rapporto Irpet 15072027

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TOSCANA – L’economia toscana sta tenendo, le stime sul Pil dicono +0,5% per il 2026 e il 2027, ma ora serve una fase di nuovo sviluppo e investimenti. E’ in estrema sintesi quel che emerge dall’ultimo rapporto Irpet sull’economia toscana presentato oggi. “Le esportazioni continuano a essere in crescita, non solo nel corso del 2025 ma anche nel primo trimestre del 2026, anche se in modo uniforme fra i diversi settori” dice il direttore Irpet, Nicola Sciclone: “Il turismo continua a trainare l’economia Toscana, le presenze hanno raggiunto i 55 milioni, comunque sono in crescita anche nel primo trimestre del 2026”. In chiaroscuro l’occupazione, con un mercato del del lavoro che ha “un’intonazione positiva ma in rallentamento” e ben il 60% degli addetti dell’industria “è congelato con gli ammortizzatori sociali”.

C’è la necessità e la sfida di rilanciare l’economia – avverte Sciclone – perché comunque il clima di di fiducia delle famiglie si è deteriorato, c’è una maggior polarizzazione e un clima di più insicurezza”. Le sfide sono quelle di “recuperare margini nei mercati internazionali, di trattenere più valore che disperdiamo tutte le volte che importiamo materie prime, in particolare energia e tecnologie”, e infine “l’esigenza di rilanciare un percorso di crescita anche nel settore manifatturiero che in questi anni non ha subito una deindustrializzazione assoluta, ma sicuramente ha subito una mancata crescita, una redditività bassa e un deficit di innovazione che deve essere colmato”. Difficle aggredire queste sfide solo con le dinamiche del mercato, ragiona Sciclone: concluso il Pnrr, quel che si attende è “nuova fase” di investimetni grazie ai fondi europei.

Vede positivo il governatore Eugenio Giani, che sottolinea come lo 0,5% in più sia sopra la media nazionale e traccia le linee su cui ci si deve muovere: “Attraverso l’individuazione dei settori, le politiche attive per sviluppare la reindustrializzazione, una motivazione data attraverso i salari, una collocazione delle risorse che noi abbiamo. E  la leva più importante per la Regione: ovvero i fondi strutturali europei ad incentivare quelle imprese che poi possano accendere il volano della rigenerazione.  E poi c’è sempre un capitolo fondamentale, le infrastrutture. Laddove vi sono infrastrutture efficienti ferroviarie, aeroportuali, stradali, oggi anche l’infrastrutturazione telematica, ovvero quella on-line che consente un nuovo sviluppo che in Toscana comunque c’è”.

Scritto da: Redazione Novaradio