News

Arpat, la denuncia della Rsu: “Tagli ai fondi e blocco delle assunzioni, così l’Agenzia rischia di morire” – ASCOLTA

today30/09/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Simonetta Marconi, Cgil Rsu Arpat – 30 settembre 2026

–

FIRENZE –  “A distanza di 30 anni dalla sua istituzione l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana sembra giunta al suo epilogo”. Così la Rsu di Arpat che in una nota elenca le criticità e afferma: “Se non viene immediatamente invertita questa volontà di depotenziamento dell’agenzia, l’Arpat rischia di diventare un ente inutile perché non più in grado di assolvere ai suoi compiti istituzionali. Forse è questa la strategia politica?”.

La Regione – denuncia la Rsu – ha progressivamente ridotto i finanziamenti, bloccando assunzioni e rinnovo della strumentazione, fattori che stanno decretando l’impossibilità di garantire le funzioni principali dell’agenzia e di conseguenza una corretta tutela dell’ambiente e della salute. “In Arpat al momento circa 630 dipendenti, molte decine se ne sono andati in pensione dall’anno scorso con il blocco del turn over non sono stati sostituiti. Altre decine andranno via nei prossimi anni” segnala stamani a Novaradio Simonetta Marconi, rappresentante nelle Rsu.

Inoltre, il contributo della Regione Toscana (circa 10 milioni l’anno) è lo stesso di 10 anni fa, nonostante una inflazione del 25% ed almeno 3 rinnovi contrattuali. I pensionamenti uniti all’elevato numero di rinunce e trasferimenti tra i neoassunti, aggravano ulteriormente la situazione. “La riduzione dei fondi ha costretto l’Agenzia a sopperire alcuni milioni di euro, e la conseguenza è che non siamo ancora in grado di chiudere il bilancio”.

In queste condizioni di organico e fondi, spiega,  l’Agenzia non è più in grado di assolvere i propri compiti: dal monitoraggio della qualità dell’aria e dell’acqua, alla tutela ambientale nei casi di grandi opere, bonifiche, emergenze ambientali. “I nostri laboratori, senza strumentazioni adeguate e risorse, non riescono più a garantire la completezza delle analisi ed il rispetto dei requisiti di qualità”.

I lavoratori sono sul piede di guerra: ancora lo stato di agitazione non è stato proclamato, ma è stato chiesto un confronto urgente alla Regione, giunta e Consiglio: “Bisogna – dice Marconi – invertire questa tendenza con un finanziamento che sia adeguato, certo e stabile, con il turnover dei dipendenti, la nomina dei vertici. E deve anche però esserci un tavolo che definisca una strategia a lungo termine, perché la tutela dell’ambiente deve essere un qualcosa che deve essere strategico e non può essere solo, diciamo, un uno spot elettorale”.

Scritto da: Redazione Novaradio