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Mafie, una proposta di legge per la cittadinanza ai testimoni di giustizia stranieri – ASCOLTA

today27/04/2026

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    Federico Gianassi, deputato PD – 27 aprile 2026

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TOSCANA – Premiare e sostenere con la cittadinanza italiana lo straniero che mostra il coraggio di denunciare la criminalità e sceglie di sostenere la battaglia per la legalità. È questo il cuore del disegno di legge depositato in Parlamento dai senatori Walter Verini, capogruppo Pd in antimafia e primo firmatario al Senato, e Enza Rando, responsabile Legalità del Pd, e dai deputati Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, primo firmatario alla Camera, e Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd.

“Da molto tempo accanto alla criminalità nazionale si affianca anche quella straniera, spesso anzi in collegamento tra di loro e quindi c’è un’esigenza forte di modificare la normativa nazionale per estenderla anche ai cittadini stranieri che sono in Italia” dice Federico Gianassi a Novaradio, spiegando che il disegno di legge arriva da una serie di sollecitazioni partite anche dal territorio toscano, come i ripetuti allarmi ad esempio del procuratore di Prato Tescaroli sugli intrecci tra criminalità asiatica e locale, o quelle sulle infiltrazioni mafiose anche straniere in Toscana come canale del traffico di droga, riciclaggio e sfruttamento del lavoro. “Oggi – aggiunge – un cittadino straniero che vuole contribuire a combattere la criminalità organizzata denunciando eh fatti di cui ha conoscenza o fatti che ha subito e rischia di non avere adeguata protezione”.

Secondo il nuovo testo di legge, la cittadinanza potrà essere concessa allo straniero dopo aver verificato che le dichiarazioni rese ai magistrati siano attendibili e rilevanti, e che il richiedente non sua stato sottoposto a misure si prevenzione. L concessione della cittadinanza arriva come riconoscimento di un servizio reso allo Stato, ma si unisce necessariamente alle misure di protezione testimoni: “Dove vi sono le mafie – dice ancora Gianassi – la tutela del cittadino che subisce reato che è in grado di fornire informazioni quel cittadino più difficilmente arriva a denunciarli. Serve assolutamente per consentire alle autorità che indagano la criminalità organizzata, che sfrutta il lavoro e schiavizzando le persone, di avere strumenti che consentano alla persona sfruttata di poter denunciare ed entrare in in un circo di protezione”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio