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Moda, l’intera filiera sciopera il 9 luglio. I sindacati: “Basta capitalismo estrattivo, servono qualità, trasparenza e legalità” – ASCOLTA

today01/07/2026

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    Alessandro Picchioni, Flictem Cgil Firenze 29062026

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    Federica Montaghi, segreteria Ul Toscana 01072026

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    Claudio Gaudio, segr Cisl FI-PO 29062026

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    Bernardo Marasco, segr. Cgil Firenze01072026

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FIRENZE – Dal 2019 a oggi, solo nella pelletteria in provincia di Firenze sono state chiuse 830 aziende, con 7.000 dipendenti, parzialmente riassorbiti da altri brand, mentre negli ultimi due anni l’aumento della cassa integrazione è stato del 250-260%. Sono alcuni dei numeri forniti da Cgil, Cisl e Uil oggi a Firenze per esemplificare la crisi del settore moda, in vista dello sciopero regionale dell’industria del 9 luglio, con manifestazione nel capoluogo toscano, concentramento alle 9:30 in piazzale Montelungo e arrivo in via Cavour, davanti alla prefettura.

 I sindacati chiedono risposte urgenti per evitare il rischio di deindustrializzazione anche perché, dice il segretario fiorentino della Cgil Bernardo Marasco, “ci stiamo giocando non solo un modello industriale ma anche quello sociale”. Tra i punti evidenziati dai sindacati per ripensare il comparto, dove lavorano 50mila persone su un totale di 110mila in Toscana, l’ancoraggio al territorio, implementando le politiche di ‘reshoring’, riportando in Italia produzioni delocalizzate, e la necessità di filiere tracciabili e sostenibili. “Sfidiamo le griffe a venire al tavolo per riprogettare insieme il distretto. La crisi non la possono pagare i lavoratori, il capitalismo non può essere solo estrattivo, bisogna ricostruire insieme la qualità di questo distretto. E la qualità è fatta di legalità”, aggiunge Marasco, sollecitando maggiori controlli.

Altre richieste riguardano l’accesso al credito e sostegni finanziari per l’aggregazione e l’innovazione, la formazione e clausole occupazionali chiare nei fondi strutturali europei destinati alle Pmi. “Il concetto del ‘piccolo è bello’ oggi non funziona più”, aggiunge Claudio Gaudio, segretario della Cisl Firenze-Prato. “Ci vuole formazione e aggregazione di imprese. Regione ed enti locali” facilitino questi processi, “con la concessione di crediti e soprattutto con la formazione del personale, non solamente governando le uscite o le varie crisi”. “

Non vogliamo tutelare solo le lavoratrici e i lavoratori, ma una comunità di manifattura – sottolinea anche Federica Montaghi della Uil Toscana – Quello che chiediamo alla Regione è attivare un tavolo di monitoraggio”, dove sia presente “chi prende le decisioni, perché sennò siamo punto e a capo. I brand ci devono mettere del loro”.

Scritto da: Redazione Novaradio