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Monni su visita Sollicciano 02062026
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Monni su detenuto morto a Sollicciano 02062026
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Valero Mari Asl Toscana Centro 02072026
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Monni su lavori a Sollicciano 02062026
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FIRENZE – “Oggi ci è stato impossibile accedere ai locali dove è stata trasferita l’articolazione della salute mentale” del carcere di Sollicciano che pure “è competenza organizzativa dell’assessore regionale alla sanità”. Non ha nascosto la sua irritazione l’assessora della Toscana Monia Monni a margine di una visita al penitenziario di Firenze insieme al direttore generale dell’Asl Toscana Centro, Valerio Mari. “Lo ritengo uno fatto estremamente grave” ha detto “perché, essendo il carcere in una fase di riorganizzazione dovuta a un legittimo provvedimento e auspicato provvedimento della magistratura, in questo momento alcuni detenuti in condizione di grande fragilità sono in situazioni temporanee. Pur consentendoci di parlare con loro, non ci hanno fatto vedere in condizioni sono i locali”. “Questo ci ha profondamente amareggiati. Faremo richiesta anche alla magistratura per poter accedere e per svolgere fino in fondo il nostro lavoro”. Facendo il punto sul trasferimento, Monni ha riferito che dei 230 detenuti delle sezioni sotto sequestro, al momento circa 90 sono stati trasferiti ma la loro destinazione no è stata resa nota alla Regione, il che rendea ncor più difficile il compito di continuità delle cure sanitarie.
Monni ha espresso anche preoccupazione “non soltanto per il profondo degrado, ormai noto, ma anche per le condizioni in cui i sanitari sono costretti a lavorare, con una relazione abbastanza difficile con l’amministrazione penitenziaria”. Solo dentro Sollicciano, ricorda, “lavorano circa 120 sanitari. Sono persone che ogni giorno buttano il cuore oltre l’ostacolo, fanno molto più di quanto sarebbero tenuti a fare per garantire i livelli adeguati di tutela della salute dei detenuti, che sono anche pazienti”. Invece, “non riescono a farsi portare i pazienti negli ambulatori viene preteso che siano visitati nelle celle e questo ci preoccupa anche per la sicurezza stessa dei sanitari e del personale”. “Dopo questa visita torneremo – assicura – perché vogliamo vedere i locali della salute mentale”.
La visita della assessora di stamani arriva a due gorni della notizia del decesso di un detenuto di 75 anni, con parziale paralisi da ictus e altre patologie, dopo poco più di 10 giorni dal suo ingresso a Sollicciano. La causa del decesso dell’anziano detenuto, ha riferito Valerio Mari, direttore generale dell’Asl Toscana Centro “sembrerebbero riconducibili a un arresto cardiaco da stress” precisando che al momento non risulta sia stata disposta l’autopsia. “Un paziente 75enne cardiopatico, emiplegico a seguito di un ictus di diversi mesi fa, quindi compromesso di base come condizione clinica. E le condizioni di salute che si possono sperimentare dentro questi ambienti sono inimmaginabili. Il caldo ha inciso, poter dire che sia la causa non siamo in grado, però sicuramente ha inciso”. L’uomo non era stato trasferito nei reparti di detenzione ordinaria, ma nella parte dedicata agli assistiti, e quindi monitorato, visite cardiologiche e di altre specialistiche. Con l’accelerarsi dell’aggravamento è stato portato immediatamente al pronto soccorso dove è arrivato vivo, ma probabilmente con condizioni già troppo in là”.
“Molto probabilmente non doveva essere lì”, in carcere ha aggiungo amaramente l’assessora Monni: “Era un detenuto con varie comorbidità, con problemi legati a un post-ictus e problemi cardiologici importanti. E’ stato molto seguito dai nostri sanitari, le visite cardiologiche venivano eseguite anche due volte al giorno. E’ entrato a Sollicciano il 19 giugno e probabilmente le condizioni del caldo che sono una caratteristica molto pesante della struttura, hanno accelerato i suoi problemi, le hanno resi più gravi e hanno portato le conseguenze che conosciamo”. “Ha avuto tutte le attenzioni e tutte le cure possibili – ha detto Monni – è stato visitato da un cardiologo, era seguito dai medici che si occupano di medicina generale all’interno del carcere, il caso era presidiato. Poi bisogna chiedersi se una persona di 75 anni che ha avuto un ictus e che ha problemi cardiologici così seri deve stare dentro un carcere”.
L’assessora, ha anche prlato del futuro del carcere di Sollicciano. Rispondendo ad una domanda sui 9 milion di euro che il ministro della Giustizia ha promesso di destinare alla ristrutturazione del carcere fiorentino, ha commentato: “Nove milioni per riqualificare Sollicciano? Mi pare evidente che non basteranno, però intanto vediamo. Si parla da tantissimo tempo di mettere mano a questa struttura, è una struttura che non ha più senso nemmeno storico, che è irrecuperabile. Io non credo sia possibile ristrutturarla”. “Abbiamo visto camere che non sono dignitose, il carcere ha una funzione assegnata dalla Carta costituzionale che dovrebbe essere quella di aiutare le persone a rifarsi una vita, a essere reinseriti nella società. Però qualunque progetto, che sia un progetto di percorso di cura, di formazione professionale o formazione scolastica”, è impossibile “da inserire in un carcere come questo”, sottolinea l’assessora regionale “Quando vivi in mezzo alla muffa e con i piedi nell’acqua, con i materassi pieni di muffa messi a terra perché soltanto in quello spazio passa uno spiffero spero di vento, altrimenti non si respira, ma di quale recupero vogliamo parlare? Cosa ce ne facciamo alla fine di 9 milioni? E dov’è la funzione della Carta costituzionale?”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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