Cultura

“Conoscenza, creatività, partecipazione”, due giornate dedicate a storia e futuro dell’Istituto Ernesto de Martino per i suoi 60 anni – ASCOLTA

today21/10/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Antonio Fanelli, curatore del convegno

–
FIRENZE – Il 23 e il 24 ottobre a Villa San Lorenzo a Sesto Fiorentino l’Istituto Ernesto de Martino, celebra i 60 anni di vita con due giornate intitolate “Conoscenza, creatività, partecipazione. La storia e il futuro dell’Istituto”, dedicate alla propria storia e alle sue prospettive future.

Fondato a Milano nel 1966 per volontà di Gianni Bosio e Alberto Mario Cirese, nel cuore della cosiddetta “stagione dei movimenti”, l’Istituto nasce come “infrastruttura documentaria e organizzativa” per il lavoro di ricerca sul campo portato avanti dal collettivo del Nuovo Canzoniere Italiano, delle Edizioni Del Gallo, dei Dischi del Sole. In questi due giorni l’Istituto propone un convegno che intende fare il punto, tra passato e presente, sullo stato della ricerca intorno ad alcuni temi che da sempre lo hanno caratterizzato e che oggi trovano spazio tra le pagine della rivista “Il de Martino. Storie voci suoni”.

Fin dalle sue origini, l’Istituto è stato un archivio del tempo presente, sonoro e non solo, ma anche un propulsore e catalizzatore di ricerche sul canto sociale, politico e di lavoro, sulle diverse forme di espressività della cultura popolare, sulla città contemporanea e le sue tensioni politiche, sul mondo del lavoro e le sue battaglie, sulla storia del movimento operaio, sui movimenti anticoloniali e sull’antifascismo internazionale e sulla pratica della storia orale. Il programma del convegno si articolerà in numerosi momenti di confronto che riprendono questi ambiti di ricerca, mettendone in luce il percorso storico, le prospettive future e le nuove interpretazioni.

Si comincia venerdì 23 ottobre alle 14:00 con due installazioni sonore sul rapporto tra suono, memoria e partecipazione politica. La prima, “La rivoluzione a 33 giri”, a cura di Jacopo Tomatis dell’Università di Torino, racconta il disco politico come strumento di memoria condivisa e come oggetto di cultura materiale. È un’esperienza immersiva che invita a riflettere sul proprio rapporto con l’ascolto.

La seconda, “Radio CiRisuona. La primavera delle radio libere 1976-2026”, è curata dal Laboratorio audiodocumenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Attraverso l’archivio sonoro di Radio Treviso 103, riporta al presente le voci di chi, negli anni Settanta, prese la parola alle radio libere per raccontare territorio, lavoro, lotte, diritti e vita quotidiana. Non una semplice riproposizione di registrazioni, ma un incontro in cui il passato interroga l’oggi.

Sempre venerdì verrà presentato il volume “Il disco comunica a tutti, il libro no. Usi politici del suono in Italia. 1958-1980”, a cura di Antonio Fanelli e Jacopo Tomatis (Nota, 2026). Fanelli, della Sapienza di Roma, introdurrà e coordinerà l’incontro, con interventi di Alessandro Casellato, Jacopo Tomatis, Giulia Sarno e degli studenti dei corsi Pro.Ge.A.S. dell’Università di Firenze (Polo di Prato) e del Laboratorio audiodocumenti di Venezia.

Sabato 24 ottobre, dalle 9:30, il convegno entra nel vivo. Dopo l’introduzione di Mariamargherita Scotti, “Sessant’anni dopo: un archivio per dopodomani”, la sessione mattutina è coordinata da Stefano Bartolini della Fondazione Valore Lavoro. Si parlerà di canto giacobino rivoluzionario con Daniele Cal, della rete di ricerca di Roberto Leydi e del canto sociale della Grande Guerra con Angelo Agosti, della discografia di Bosio con Fanelli, dei canzonieri comunisti tra via Emilia ed Europa dell’Est con Alessia Masini, dei dischi di Lotta continua e del Circolo Ottobre con Tommaso Rebora e delle reti internazionali dell’Istituto con Chiara Paris.

Alle 14:00 la tavola rotonda sulla rivista apre il pomeriggio, che guarda a musica, politica e società contemporanee. Tomatis analizzerà la discografia della destra italiana, Brenda Fedi la storia del Concerto del Primo Maggio, Davide Tidoni i canti No-Tav. Giulia Sarno e Tina Maraucci esploreranno i legami tra tifo organizzato e protesta, Lorenzo Urbano le comunità del canto popolare, mentre Bartolini discuterà di territorio, lavoro e conflitti sociali partendo dal caso GKN e dalla Piana Firenze-Prato-Pistoia.

Le conclusioni saranno affidate ad Alessandro Portelli, della Sapienza e del Circolo Gianni Bosio, voce storica di questo filone di studi.

Scritto da: Redazione Novaradio