News

Referendum, Vernetti (Youtrend): “Un voto politico di mobilitazione, ma le conseguenze si vedranno solo fra qualche settimana” – ASCOLTA

today24/03/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Alessio Vernetti, YouTrend- 24 marzo 2026

 – 

Il referendum costituzionale è stato un voto di forte mobilitazione, in cui entrambi gli schieramenti son riusciti ad estendere il proprio bacino di consensi, ma il NO l’ha fatto meglio del Sì, grazie alla capacità di politicizzare i temi: benché la maggioranza degli elettori sostenga di aver fatto la scelta di voto in base al merito della riforma, in realtà dietro ci sono forti motivazioni politiche. E’ l’analisi di Alessio Vernetti di Youtrend, stamani ai microfoni di Novaradio, rispetto al voto referendario sulla riforma della giustizia.

“Entrambi gli schieramenti sono andati oltre il bacino elettorale delle europee 2024” ma “sicuramente il fronte del no ha saputo mobilitare di più e meglio” dice Vernetti, che aggiunge: “I motivi per il sì sono principalmente legati alla separazione delle carriere, divisione del CSM, quindi motivi di merito. I motivi per cui gli italiani hanno votato no, mentre il 61% di chi ha votato no lo ha detto lo ha fatto perché non vuole modificare la Costituzione.

Nei fatti, sottolienea Vernetti il voto “è stato sicuramente molto politico. Nel totale dei votanti il 28% dice che ha pesato di più la volontà di dare un segnale politico per il sì o per il no, mentre il 69%, quindi la grande maggioranza dice che ha pesato di più il giudizio nel merito della riforma” ma “sono gli italiani che in qualche modo mentono un po’ a se stessi. Il pattern di voto, la distribuzione geografica riflette chiaramente quello che è il voto politico ai partiti. Quindi sia il fronte del sì che il fronte del no hanno detto ‘pesa molto il giudizio nel merito della riforma’, però guarda caso il risultato coincide con quello che è il pattern di voto per i partiti”.

Se il voto è “politico”, quali potrebbero essere le conseguenze per il governo? “Giorgia Meloni, memore dell’errore di Renzi nel 2016, ha più volte dichiarato che non si sarebbe dimessa e quindi è difficile immaginare che ci siano dei grandi sconvolgimenti. Vedremo nelle prossime settimane nelle prossime settimane se questo referendum sortirà un effetto sulle intenzioni di voto e quindi in qualche modo suonerà un campanello d’allarme per il centrodestra oppure no”.

E cosa dire della segretaria Pd Schlein che afferma che “c’è un’alternativa nel paese”? “Questi 15 milioni di voti per il no – dice Vernetti – non significa che siano automaticamente voti per il campo largo, così come lo stesso vale per i voti per i sì, non sono automaticamente voti per il centrodestra. Bisognerà giocare bene le proprie carte, ecco, da entrambi gli schieramenti”.

Scritto da: Redazione Novaradio