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Stefano Massini, direttore artisticop Teatro della Toscana
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FIRENZE – Raccontare l’Italia e i suoi cambiamenti sociali ed economici attraverso la storia di un’operaio della Piaggio di Pontedera e attraversando la storia della Piaggio. Va in scena sabato 16 maggio al Teatro Era di Pontedera “E l’Ape disse alla Vespa: Sì, Ciao – Materiali per un’epica metalmeccanica”, lo spettacolo di Stefano Massini prodotto dal Teatro della Toscana in occasione degli 80 anni della Vespa.
“Racconto la storia di Marcello Montagnani, nome di fantasia”, spiega il direttore artistico del Teatro della Toscana. “Nel 1945 entra a lavorare alla Piaggio, quando la fabbrica riapre, a 17 anni, perché è orfano di guerra e ha una corsia preferenziale. Una storia che si conclude 44 anni dopo, nel 1989, quando va in pensione”. E il mondo è completamente cambiato. All’interno del racconto ci sono la moglie conosciuta in fabbrica, il figlio che ripercorre le stesse orme del padre e così anche il nipote. “Raccontare la Piaggio è raccontare l’Italia. Questa fabbrica ne diventa il simbolo”, sottolinea ancora Massini. Un Paese che nel Dopoguerra si rialza e inizia a correre con i mezzi dello stabilimento toscano, Ape, Vespa e Ciao che diventano icone, anche oltre confine. “Audrey Hepburn sulla Vespa in Vacanze romane, l’Ape che è il mezzo proletario dove si caricano gli attrezzi per andare a lavorare e si mettono i manifesti per andare alle manifestazioni. E poi il Ciao che è il mezzo degli hippies in California”, ricorda Massini.
Ma è il lavoro, tema caro al drammaturgo fiorentino, l’asse centrale della storia. “Pontedera è una città che vive intorno e all’unisono con questa fabbrica”. E nel racconto ritroviamo il grande sciopero del 1962, quando gli operai bloccarono il ciclo di produzione per 75 giorni, così come le tute blu insieme ai colletti bianchi impegnati a mettere in salvo i macchinari durante l’alluvione dell’Era del 1966. “È un grande romanzo popolare – prosegue Massini – che porto in scena accompagnato da una colonna sonora eseguita dal vivo”, con Saverio Zacchei e Luca Roccia Baldini, con brani che spaziano da ‘Amado mio’ e ‘Fischia il vento’ fino a Lucio Battisti e Vasco Rossi.
La data di sabato 16 maggio al Teatro Era è già esaurita e al momento non sono previste repliche. “Però – conclude – poiché racconta una storia nostra, profondamente toscana, mi piacerebbe che si potesse vedere anche in altri posti”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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