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Riparte la Sumud Flotilla, Salvetti: “È un’umanità che non si arrende: siamo sereni, anche se il grado di violenza si alza ogni volta” – ASCOLTA

today14/05/2026

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    Dario Salvetti, membro della Global Sumud Flotilla – 14 maggio 2026

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MARMARIS – La Sumud Flotilla riparte alla volta di Gaza. Dopo lo stop forzato in Turchia seguito all’attacco della marina israeliana del 30 aprile, liberazione di di Thiago Avila e Saif Abuskeshek, la missione civile navale stamani riprende il mare alla volta delle coste palestinesi con il suo carici di aiuti umanitari, e l’obiettivo  di rompere l’assedio e il blocco navale sulla Striscia. Circa 60 le barche che in queste ore stanno salpando da Marmaris.  A bordo  anche i toscani l’ex candidata governatrice per Toscana Rossa, Antonella Bundu, e Dario Salvetti del Collettivo ex GKN.

“È un’umanità che non si arrende e che fa un un gesto abbastanza semplice a fronte di un blocco illegale su Gaza che va avanti dal 2007 di un’occupazione che va avanti da oltre 78 anni e sostanzialmente di un genocidio che è in corso e che ha cambiato forme, è stato invisibilizzato. Ci mettiamo a fare un corteo di navi nel Mediterraneo portando aiuti e sapendo a che cosa andiamo incontro, ma sapendo anche che quello a cui andiamo incontro contro è qualcosa di atroce e illegale” dice lo stesso Salvetti stamani a Novaradio. Che alle critiche sui rischi fisici, e quelle “da sinistra” sul fatto che l’azione possa non portare benefici e si traduca in vece in un costo per il movimento risponde così : “Se percepiamo che che la intercettazione diventa l’innesco emotivo”, e “che abbiamo bisogno di una shock emotivo per mobilitarci per Gaza (come avvenuto in ottobre dopo l’attacco alla prima  Flotiilla, ndr) non può essere scaricato su chi in mare semplicemente sta navigando e portando aiuti verso Gaza e subirà forse il sequestro o chissà quali altri tipi di violenza, ma è qualcosa che deve interrogarci invece su come noi sviluppiamo le mobilitazioni a terra: che scoppino scioperi o presidi o proteste quando viene bloccata la flottiglia, invece che quando viene sventrato un ospedale a Gaza o ucciso l’ennesimo giornalista, è qualcosa che ci deve interrogare. Cinquecento persone che navigano per per sfidare a viso aperto il blocco illegale su Gaza su un fatto positivo, un fatto da appoggiare, un fatto da difendere e da valorizzare in ogni modo”.

E sui rischi concreti cui la Flotilla si esporrà in caso di nuovo attacco, aggiunge: “Siamo abbastanza sereni perché chiaramente abbiamo la consapevolezza che ogni volta il grado di violenza si alza. Non sappiamo a questo giro che cosa si inventeranno, sicuramente qualcosa di potenzialmente più pericoloso. Ma se c’è un movimento come il sionismo paragonabile a un movimento di natura fascista che alza la propria capacità distruttiva e violenta, noi dobbiamo alzare la consapevolezza del fatto che la cosa sta diventando ogni giorno più grave. Il fatto che loro siano venuti a prenderci nelle  ‘acque di casa’, diciamo così è semplicemente stato un atto rivelatorio: loro sono già in qualche modo a casa nostra, c’è già una forma di sionistizzazione della società”.

Scritto da: Redazione Novaradio