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Affitti brevi, accelerata sui nuovi divieti. Il prof dell’analisi sugli airbnb: “Difficile porre tetti massimi ora, ma in futuro sarà inevitabile” -ASCOLTA

today28/05/2026

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    Filippo Celata, Università di Roma su tetti massimi agli affitti brevi a Firenze 25052026

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    Celata su boom dei contratti transitori 26052026

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FIRENZE  – Divieti agli affitti brevi, avanti a spron battuto. Va oggi al voto in commissione di Palazzo Vecchio la delibera presentata pochi giorni fa dalla giunta che estende il divieto numerose aree al di fuori dell’area Unesco. Polemiche e scontro politico sono assicurati: la delibera viene attaccata sia da destra che da sinistra, da chi la ritiene ingiustamente punitiva per i proprietari di airbnb e simili, e da chi invece la considera troppo poco coraggiosa, in particolare per il fatto di fotografare l’esistente – come peraltro avvenuto anche in area Unesco – e non stabilire dei tetti massimi, zona per zona, in modo da arginare il fenomeno. Da parte sua la sindaca Funaro assicura: “Nel 2028 al termine della fase transitoria ci saranno dei limiti, e favoriremo le locazioni non imprenditoriali”: nel mirino dunque le grandi catene e i multi-proprietari.

Ma perché non farlo fin da subito? A spiegarlo è il professor Filippo Celata, docente all’Università di Roma e autore dello studio analitico sugli aribnb in città che sta alla base della delibera della giunta Funaro: “Difficile imporre limiti numerici da subito, come fare a decidere tu sì e tu no?”. In prospettiva, però aggiunge subito il prof, si pone il tema di “stabilire in qualche modo una soglia, comunque flessibile, che individua delle zone dove il fenomeno è fortemente incidente e dove si può prefigurare un meccanismo e una dinamica di rientro che però inevitabilmente sarà graduale. Al di là della volontà o meno di farlo, il problema è che si intersecano dimensioni che hanno a che fare con la disciplina delle locazioni e il diritto della libera intrapresa”.

Le nuove regole si muovono in un terreno in cui c’è la legge regionale e alcune regole nazionali ma non una normativa organica. “Si potrebbero stabilite dei tetti in termini di giorni, ma poi ci sarebbe la difficoltà di controllarne il rispetto” dice. Certo ci sono i tante colte citati casi delle esperienze  estere, a anche su queste Celata invita alla prudenza: “Anche a Barcellona, dove è stato annunciato che bloccheranno tutte le tutte le nuove autorizzazioni e il sindaco ha detto ‘Quando scadono non le rinnovo’, nessuno ha ancora capito come farà…”

Inoltre, il tema degli affitti brevi turistici non è l’unico che crea problemi ala città. Assieme agli immobili sfitti, dice ancora il professor Celata, l’altro grande fronte è quello sempre più diffuso dei contratti transitori, apprezzati dai proprietari per tutelarsi dal rischio di lunghi sfratti ma che per legge sono preclusi ai residenti. Inoltre dovrebbero essere affittati a canoni concordati e invece hanno una redditività quasi pari a quelli brevi, quindi escludono sia la gente comune che gli studenti fuorisede: “E’ un po’ la nuova frontiera della gentrificazione”.

Scritto da: Redazione Novaradio