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Ex ospedale via San Gallo, Salviamo Firenze: “Il via libera al progetto è stato dato su mappe sbagliate” – ASCOLTA

today29/04/2026

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    Avv. Urbano Rosa

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    Massimo Torelli, Salviamo Firenze


FIRENZE – Un’integrazione all’esposto contro il progetto nell’area dell’ex ospedale militare di via San Gallo a Firenze, presentato lo scorso gennaio, per evidenziare come l’approvazione da parte del Consiglio comunale sia “avvenuta su mappe non corrispondenti al reale”. A depositarla il comitato Salviamo Firenze per viverci, insieme a 10 residenti.
Il tema riguarda il rispetto delle distanze tra gli edifici esistenti e le nuove costruzioni alla luce, contesta il comitato, dell’assenza nelle mappe di alcuni fabbricati già presenti. L’integrazione, è stato spiegato, è nata dalla documentazione trasmessa dall’assessora all’urbanistica Caterina Biti in risposta a un’interrogazione di Dmitrij Palagi di Sinistra progetto Comune, lo scorso 24 marzo.

“La tavola che è stata depositata al consiglio comunale – afferma l’avvocato Urbano Rosa – parrebbe mancare della rappresentazione di alcuni edifici rilevanti. Non abbiamo nessun dubbio sulla buona fede e la competenza di chi ha fatto i progetti – prosegue -, però riteniamo che sia opportuno e necessario sottoporre all’attenzione della procura degli elementi che ci sembrano abbastanza rilevanti”. Nella tavola, spiega l’avvocato, “c’è una linea che rappresenterebbe il rispetto di una distanza di 5 metri, che lascerebbe intendere come dall’altra parte ce ne siano altrettanti”, mentre in realtà “ci sono degli edifici, quindi la distanza codicistica prevista, che dovrebbe essere 10 metri, non è rispettata”.

Secondo il comitato, così si legge nell’integrazione all’esposto, “con tutta evidenza non è stata utilizzata nessuna delle fonti cartografiche obbligatorie per legge e, addirittura, risultano non rappresentati diversi edifici contermini viceversa esistenti”. Tra questi la chiesa di Sant’Agata e altri otto fabbricati. “Non si comprende il motivo per cui in una tavola che viene approvata in consiglio comunale non siano rappresentati interi edifici”, dice ancora Rosa.

Per Massimo Torelli di Salviamo Firenze per viverci “c’è la violazione di una norma specifica, quella della distanza tra i confini fra una casa e un’altra casa. Le distanze riportate nella comunicazione scritta”, ricevuta dal Comune “sono di minimo 13 metri, comunque superiore a 10 mesi previsti dalla norma. Così non è, perché i metri sono cinque”, evidenzia Torelli che chiede alla sindaca “di prendere in mano la situazione e di dare una gestione politica, senza affidare il governo della città alla magistratura”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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