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Festa del Lavoro, Rossi: “Aumentano i costi ma calano i salari. Il decreto del governo? Risorse alle imprese, briciole ai lavoratori” – ASCOLTA

today29/04/2026

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    Rossano Rossi – 29 aprile 2026

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TOSCANA – “Siamo a festeggiare il Primo Maggio, ma ricordiamo che c’è ancora problema storico che grida vendetta della sicurezza sul lavoro, le morti sul lavoro, gli infortuni, le malattie professionali che ancora lo fanno da padrone. Inoltre, “aumentano i costi di lavoro, ma paradossalmente non aumentano i salari, anzi il lavoro, se vogliamo, è sempre più povero”. E la Toscana vive una progressiva de-industralizzazione, in cui una “terziarizzazione debole” fa spazio a lavoro meno pagato e tutelato, lavoro al nero o grigio, e più lavoro povero”.

Parole del segretario della Cgil Toscana, Rossano Rossi, parlando stamani a Novaradio alla vigilia della Festa del Lavoro che anche quest’anno il sindacato festeggerà con tante iniziative in centri gradi e piccoli.

Anche quest’anno il governo prova a prendersi la scena con un nuovo “decreto lavoro”: un miliardo di risorse in 3 anni per stimolare, nelle intenzioni dell’esecutivo, il lavoro “buono”. Tra le novità c’è l’introduzione del “salario giusto”, inteso come la retribuzione lorda stabilita dai contratti nazionali siglati da “sindacati comparativamente più rappresentantivi” che le imprese dovranno rispettare se vorranno accedere agli incentivi per assumere i giovani, stabilizzare i precari o creare occupazione nelle zone economicamente più difficili”. Una misura tutta da chiarire ancora nei dettagli ma che non convince la Cgil: “Bisognerà vedere il testo, perché dire salario giusto è una cosa molto complessa” e ma è lo strumento incentivi che non piace: “Da una parte io do agevolazioni come sempre alle aziende per fare cose che avrebbero comunque fatto, non mi preoccupo invece di creare politiche industriali che potrebbero ridare ossigeno a quelle aziende che ne hanno bisogno e anche in Toscana ce ne sono tantissimi, ci sono settori come il settore della moda che sono in piena crisi”.

Tutto da vedere se poi questa norma effettivamente favorirà i sindacati più grandi e impedirà, come si vuole, l’applicazione di contratti pirata: “Il governo finora parlava di ‘sindacati leader’ – ricorda Rossi – bisogna vedere se quando si dice ‘sindacati più rappresentativi’ si intende quelli che hanno più iscritti, o se si intende la somma di tanti sindacati”.

Anche su un’altra misura simbolo del decreto, quella che prevede l’adeguamento parziale automatico al costo della vita dei contratti nazionali che non saranno rinnovati entro 12 mesi dalla scadenza (il 30% dell’Indice dei prezzi al consumo), non convince: “Esiste già l’indennità di vacanza contrattuale – dice Rossi – questa misura mischia di diventare un alibi per non rinnovare i contratti”.

Anche sulle misure che prevedono una maggiore tutela dei rider (etero-direzione assimilata al lavoro dipendente, regole anti-sfruttamento per valutare la trasparenza degli algoritmi e l’adeguatezza dei salari), per Rossi il governo rimane sempre un passo indietro: “Sono regole giuste, ma tutte questioni su cui si è già espressa in modo chiaro la magistratura con numerose sentenze”.

Insomma, un decreto tutto da bocciare o quasi: “L’ennesima partita di giro in cui si danno tante risorse alle imprese che hanno fatto tanti profitti, mentre per quanto riguarda i lavoratori che hanno perso il potere dell’acquisto siamo di fronte alle briciole”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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