Cultura

Le sculture intessute da Anna Perach in mostra tra MAD Murate Art District e Museo di Antropologia e Etnologia – ASCOLTA

today13/05/2026

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    Valentina Gensini, direttrice MAD su Mostra Anna Perach

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    Valeria Caciolli, co-curatrice mostra Anna Perach


FIRENZE – Si intitola Dis/Enchanted Interiors la prima personale istituzionale in Italia dell’artista Anna Perach (14 maggio – 12 luglio 2026) prodotta da MAD Murate Art District, Fondazione MUS.E, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze. La mostra, allestita presso MAD e il Museo di Antropologia e Etnologia-Sistema Museale di Ateneo, rappresenta il quarto anno di collaborazione tra le due istituzioni. Il progetto, a cura di Veronica Caciolli e Valentina Gensini, direttrice artistica di MAD, si propone come una retrospettiva sull’opera dell’artista nell’ultimo decennio, ma anche come esposizione site-specific che indaga i temi del colonialismo, dell’esotismo, delle tradizioni popolari, dell’identità e del femminile.

Nata a Zaporizhzhia (URSS, 1985) Anna Perach vive e lavora a Londra. Il suo lavoro si concentra sull’interpretazione del folklore, della mitologia e delle tradizioni narrative in una prospettiva di genere. Perach crea ambienti abitati da sculture utilizzando la tecnica di tessitura nota come tufting, spesso impiegata per la realizzazione di tappeti. Le sue sculture, indossabili, risiedono nello spazio liminale tra oggetto e “pelle”, e vengono attivate in performances. Il tappeto, inteso come simbolo domestico che accompagna i viaggi dell’artista sin dagli inizi della sua carriera, accoglie e innesca una serie di riflessioni sulla migrazione culturale.

Il progetto curatoriale di questa edizione si è concentrato sulla figura di Anna Perach per la menzionata natura ibrida della sua identità, che si rispecchia nel proprio lavoro; per gli ambiti di interesse dell’artista, di tipico carattere antropologico, e per la prospettiva applicata, tesa alla decostruzione di stereotipi e logiche patriarcali, del tutto riflettenti un’attitudine contemporanea.

Oltre a due nuove produzioni e ad un lavoro dedicato al Museo di Antropologia e Etnologia, MAD presenta una selezione di opere, realizzate tra il 2019 a oggi.

Mother of Monsters si ispira all’omonimo racconto di Guy de Maupassant del 1883 in cui una donna realizza corsetti in grado di deformare il corpo durante la gravidanza, causando la nascita di bambini con anomalie fisiche per farne un commercio lucroso. Perach rielabora questa inquietante narrazione per interrogare le forme di controllo e disciplinamento imposte al corpo femminile. Il corsetto diventa così un dispositivo ambiguo: una struttura rigida che protegge e al contempo costringe, contenendo i fluidi, comprimendo il cambiamento e rendendo visibile la tensione tra generazione, violenza e trasformazione.

Alkonost incarna la donna-uccello della mitologia slava: sposa abbandonata dal suo futuro marito, umiliata e disperata, questa figura archetipica si lascia annegare nel fiume da cui riemerge come creatura ibrida, donna-uccello. Appollaiata sui rami degli alberi, intona canti seduttivi, allo scopo di divorare i corpi degli uomini che le si avvicinano. “Nella mia rivisitazione della storia di Alkonost mi interessa la trasformazione femminile da una posizione di vittima, abbandonata e priva di potere, a quella di una ‘femme fatale’ che è al tempo stesso affascinante ed estremamente pericolosa. Impotente rispetto alla possibilità di conformarsi con la società patriarcale attraverso il matrimonio, Alkonost reagisce allora scatenando il suo ‘appetito’ per il piacere e la distruzione” (Anna Perach).

In Uncanny Valley una serie di teste ricamate ripropone la macabra processione di teste mozzate che circondano la casa della Baba Yaga nella fiaba russa Vasilisa la Bella. La tecnica del tufting di Perach infonde a ciascuna testa un aspetto distinto ma stranamente familiare, rendendole veicolo di memoria culturale ma evocando al contempo la sensazione inquietante di ’“uncanny valley”, un termine coniato nel 1970 dal robotico giapponese Masahiro Mori per descrivere il disagio provato quando si incontra una figura dalle sembianze quasi umane, ma inquietantemente non del tutto.

Per l’occasione, l’artista ha inoltre realizzato due nuovi lavori esposti in galleria al primo piano di MAD, mentre il giorno dell’inaugurazione, giovedì 14 maggio alle 18:00, sarà possibile assistere all’attivazione di alcune opere in una performance ideata in dialogo con la coreografa Barbara Carulli e interpretata dalle performer Margherita Bugli, Claudia Querusti e Laura Ciani, allieve danzatrici di Centro Culturale Garage P., Toscana Media Arte, sviluppata grazie alla collaborazione con il sound artist SADI.

Per il Museo di Antropologia e Etnologia, l’artista realizzerà un’opera che tradisce una profonda autocritica disvelando vedute di interni della casa di famiglia.

Scritto da: Redazione Novaradio


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