News

Sumud Flotilla, il team legale valuta la denuncia per tortura – ASCOLTA

today22/05/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Micaela Frulli, docente diritto internazionale Università di Firenze – 22 maggio 2026

ROMA / FIRENZE – Il team legale italiano della Flotilla valuta una denuncia per tortura in merito alle condizioni in cui gli attivisti sono stati trattenuti in Israele. Secondo quanto si apprende, le avvocate stanno iniziando a raccogliere le testimonianze degli italiani rientrati ieri e presenteranno una integrazione alla denuncia/querela depositata il 19 maggio in Procura a Roma. Sulla base delle ‘sommarie informazioni’ che verranno raccolte, le legali denunceranno ai pm della Capitale tutti i reati subiti.

Le violazioni ai danni degli attivisti sono gravissime. Si comincia con la privazione arbitraria della libertà, perché queste persone sono state prelevate in alto mare e trasferite illegalmente in Israele. Dopodiché ci sono tutta una serie di trattamenti umani e degradanti come minimo, ma certamente si può configurare l’ipotesi di di tortura” è il commento della docente di diritto internazionale  a Novaradio Micaela Frulli.

“Noi giuristi – aggiunge – è da tempo che diciamo che si dovrebbero mettere in campo sanzioni nei confronti di Israele”, “sanzioni economiche, commerciali, e diplomatiche. Questo è tutto alla nostra portata. Invece l’Europa finora non ha neanche sospeso l’accordo commerciale con Israele, purtroppo grazie anche all’opposizione dell’Italia, perché il nostro governo insieme alla Germania ha votato contro anche solo alla sospensione di questo accordo”. “Inadeguate” invece le sanzioni verso un solo ministro secondo Frulli, che anzi hanno quasi un “effetto perverso, perché si tende a focalizzare su una persona su alcuni individui un comportamento invece che è dello stato nel suo complesso”. Le norme e gli strumenti per far rispettare il diritto ci sono, sottlinea Frulli, ma ci vuole la volontà politia per renderlo effettivo: “Non è che il diritto internazionale non esiste. C’è, però bisogna applicarlo”.

Scritto da: Redazione Novaradio