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Sumud Flotilla, rientrati in Italia anche Bundu e Salvetti: “Torturati e minacciati per due giorni, come in un lager” – ASCOLTA

today22/05/2026

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    Bundu + Salvetti al rientro in Italia – 21052026

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ROMA / MILANO – Violenze fisiche e psicologiche, minacce, trattamenti inumani: sono gli agghiaccianti racconti che gli attivisti italiani della Sumud Flottilla hanno riferito al loro rientro in Italia la scorsa notte. tra questi anche i fiorentini Antonella Bundu e Dario Salvetti, insieme sulla nave “don Juan” intercettata in acque internazionali, e poi tratti in manette prima sulla “nave prigione” al porto di Ashdod, quindi nel campo di detenzione di Keziot, prima di essere rilasciati.

“Sono state almeno 48 ore, se non di più, dopo tre rapimenti illegali, sono arrivate anche queste 48 ore di pura violenza e tortura generalizzata” ha detto Dario Salvetti: “Siamo stati tecnicamente in un campo di concentramento, perché sulla nave prigione su cui siamo stati messi non avevamo più niente: non avevamo più nessun diritto, non eravamo coperti né da né dalle convenzioni di civiltà umana né da qualsiasi altra legalità e giuridico”.

“Quando ci hanno abbordato in acque internazionali hanno usato il taser sul collo di uno dei nostri compagni, chiedendo chi fosse il capitano e senza nemmeno aspettare una risposta”, ha affermato Bundu. “Ad Ashdod siamo stati trasportati dentro un campo di concentramento galleggiante. Mi hanno tirato via dal gruppo subito, sbattendomi al muro e chiedendomi di togliere i pantaloni, ma fortunatamente ne avevo un altro paio sotto”. L’attivista ha poi raccontato che “mentre passavamo fra i container c’era un soldato che ci puntava il laser del fucile sulla fronte per spaventarci”, aggiungendo che “i sanitari non avevano sistemi di scolo e nessuno ci ha fornito acqua, sapone o carta igienica per poterci lavare”. Bundu ha confermato che “tutti venivano percossi passando da un corridoio all’altro”. Poi ci hanno caricato “con le catene ai polsi e ai piedi” sul furgone diretto verso l’aeroporto di Eilat, in mezzo a dei cani che ringhiavano”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio