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Visti da vicino - Puntata #10 - 21 maggio 2026 - Infanzia
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Daniele Gabbrielli, vicepre. Associazionefamiliari e parenti strage dei Georgofili 22052026
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Mia Diop, vicepres. Toscana – 22052026
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FIRENZE – “Ricordare la strage dei Georgofili significa non dimenticare una ferita ancora aperta nella storia di Firenze e dell’Italia. In quella notte la mafia colpì vite innocenti, a cominciare dalle sorelline Nencioni, Nadia e Caterina, a cui la città ha deciso di intitolare il nuovo ponte appena realizzato tra Bellariva e Gavinana; ferì il patrimonio culturale della città e i valori democratici su cui si fonda la nostra comunità”. Queste le parole della sindaca di Firenze Sara Funaro in occasione della presentazione del programma di iniziative per il 33/mo anniversario dell’attentato mafioso Firenze.
Il 26 maggio, alle 21.30 sull’arengario di piazza della Signoria, si terrà ‘Aspettando le 1.04’, appuntamento di dialogo, memoria e riflessione dedicato a quanto accaduto nel cuore di Firenze il 27 maggio 1993. Interverranno Pietro Grasso, già presidente del Senato ed ex procuratore nazionale antimafia, che ricorderà anche Gabriele Chelazzi, il pubblico ministero che coordinò le indagini sulle autobombe, scomparso nel 2003, insieme alla magistrata e scrittrice Annamaria Frustaci.
A seguire, in attesa del corteo che raggiungerà via dei Georgofili, ora dell’esplosione, sarà proposto lo spettacolo teatrale ‘Noi ai vivi, ma ai morti’, di e con Matteo Pecorini e Marta Materassi, insieme ad ‘Alba’, il concerto del duo Madera Balza con Monica Demuru e Natalio Mangalavite. La serata sarà presentata dall’attrice Giulia Weber. Alle 1,04 si terrà la deposizione della corona di alloro, accompagnata dal suono della Martinella. Il 27 maggio nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si svolgerà poi il convegno ‘Strage e attentati: il mosaico incompiuto della verità giudiziaria’, dedicato al tema della ricerca della verità e della giustizia sulle stragi mafiose. Tra gli interventi quello del sostituto procuratore presso la direzione nazionale antimafia Nino Di Matteo.
La vicepresidente regionale Mia Diop ha spiegato che le iniziative sono state pensate soprattutto per le nuove generazioni, tra cui la consapevolezza dei fatti è minore: “Da un recete ricerca Irpet – ha detto – abbiamo visto che la conoscenza dei più giovani di nuove generazioni per quanto riguarda la strategia dei Georgofili è è qualcosa sulla quale dobbiamo lavorare e noi c’è risultato il 33% solo a conoscenza della strage. Quindi per noi è stato un punto di di partenza e di stimolo proprio per lavorare sulla conoscenza da parte dei più giovani, anche perché purtroppo ce n’è ancora bisogno, la mafia continua a esistere, continua purtroppo a serpeggiare”.
Sulla strage il Gip ha archiviato l’inchiesta sui presunti “mandanti esterni” e occulti, ma l’associazione dei familiari e dei parenti delle vittime invita la Procura a proseguire le indagini, e chiede invece che si arrivi ad un rinvio a giudizio per le figure coinvolte: il terrorista nero Giovanni Bellini, l’ex comandante del Ros dei Carabineri Mario Mori e per l’ex braccio destro di Berlusconi, Marcello Delll’Utri: “Più per la verità storica che per le responsabilità personali – dice Daniele Gabbrielli, vicepresidente dell’associazione – e perché la storia non si ripeta”.
Scritto da: Redazione Novaradio
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