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Le “vene aperte” delle carceri toscane: a Prato sovraffollamento e tensioni. A Pisa caldo torrido e cimici nei letti – ASCOLTA

today15/07/2026

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    Margherita Michelini, garante diritti detenuti Prato – 15 luglio 2026

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    Graziella Aztori, Ass. L’altrodiritto Pisa – 15 luglio 2026

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TOSCANA – Non solo Sollicciano: il carcere fiorentino non è l’unico a soffrire per il sovraffollamento, la fatiscenza delle strutture, la carenza di personale. Carceri come la Dogaia di Prato e il don Bosco di Pisa purtroppo non sono da meno nel riservare a loro ospiti condizioni di sofferenza e vivibilità ai limiti della sopportazione umana, come hanno messo in evidenza le visite compiute ieri dalle delegazioni dell’ “Alleanza per l’articolo 27”.

Al carcere della “Dogaia” di Prato la delegazione era composta tra gli altri, dal sindaco Matteo Biffoni, dall’assessora regionale Alessandra Nardini, e dalla garante Margherita Michelini, ed ha visitato la sezione 1 (reclusi “difficili” o a rischio aggressione) e la sezione 7 (reati sessuali): “Una situazione disastrosa, un caldo torrido”, e nelle “celle che sarebbero da due persone, persino quattro letti” racconta la garante dei detenuti pratesi Michelini stamani a Novaradio. Ieri il carcere risulta ospitava 633 detenuti, 100 detenuti più della capienza effettiva. Di questi quelli arrivati dalle sezioni sequestrate del carcere di Sollicciano “sono circa una quarantina e non so se arriveranno altri. Certo che questo ha fatto sì che il sovraffollamento che era già presente è aumentato”.

Anche al “Don Bosco” di Pisa sono il sovraffollamento, il caldo insopportabile e gli animali infestanti a rendere la vita un inferno. I reclusi sono arrivati a toccare la cifra “mostre” di 306 su 199 posti sulla carta disponibili – un tasso si sovraffollamento che supera il 160%. Nel settore femminile, da poco ristruttrato, il problema maggiore che riferiscono molte detenute è soprattutto il caldo: “In celle da quattro persone, l’aria è ridotta” riferisce Graziella Azori, dell’Associazione L’altrodiritto. Ma la situazione più critica si registra nelle sezioni maschili: celle con servizi igienici a vista, il grande sovraffollamento, ulteriormente aggravato dall’arrivo di 22 reclusi da Sollicciano, che “ha creato una grandissima destabilizzazione”. Come se non bastasse, nelle celle è molto diffusa la presenza di cimici: “Nonostante siano già stati fatti degli interventi di disinfestazione” nota Atzori, “l’arrivo di persone nuove da condizioni ancora più degradate, tutto questo sfocia poi in una situazione igienico-sanitaria terribile”.

Scritto da: Redazione Novaradio


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