News

Inchiesta Deliveroo, Nidil Cgil. “Ora si apra il percorso di stabilizzazione. E i lavoratori vengano coinvolti” – ASCOLTA

today26/02/2026

Sfondo
share close
  • cover play_arrow

    Mattia Chiosi, Nidil Cgil Firenze – 26 febbraio 2026

TOSCANA – L’inchiesta della Procura di Milano sullo sfruttamento e il caporalato che ha di fatto commissariato Deliveroo, che con 40 mila rider affiliati è delle più grandi imprese del settore food delivery, “avrà sicuramente un effetto su sui rider di tutta Italia”. Parole di Mattia Chiosi, della Nidil Cgil Firenze, il sindacato che da anni sostiene la battaglia dei ciclofattorini per il riconoscimento dei loro diritti.

Ora il commissario incaricato dell’amministrazione giudiziale, spiega Chiosi, dovrà agire per rimuovere le cause dello sfruttamento e quindi a tutela dei lavoratori. “E’ un percorso già partito e, ovviamente, noi pensiamo che sia uno strumento molto utile per sanare le condizioni che oggi sono sostanzialmente inaccettabili” dice, spiegando che il riferimento non possono che essere che le decisioni dei giudici in merito che più volte hanno riconosciuto ai lavoratori formalmente indipendenti la condizione effettiva di rapporto di lavoro subordinato, e quindi il diritto alla stabilizzazione.

Il modello potrebbe essere quello applicato da Just Eat, che riconosce il rapporto di lavoro dipendente. “Il modello di approdo può essere quello, andranno visti i dettagli perché noi quello che chiediamo è il coinvolgimento dei lavoratori“. Tema su cui la Nidil chiede di essere coinvolta, spiega Chiosi “perché siamo diventati sempre di più un reale strumento di interfaccia tra i lavoratori e le aziende e in questo caso quindi anche il l’amministratore giudiziario”

Non soltanto però c’è un’inchiesta che riguarda Deliveroo, ma la Procura di Milano è andata a “chiedere” dei documenti a delle società che hanno accordi specifici con Deliveroo e sono McDonald’s, Burger King, Carrefour, Esselunga, Cry, Poke House, KFC, Kentucky Fried Chicken. Uno scenario che apre nuove prospettive. “Noi a Firenze qualche mese fa abbiamo mandato una lettera all’amministratore dell’Antico Vinaio che aveva stipulato un accordo di esclusiva con con Glovo, quindi con Foodinho, rimarcando il fatto che chiunque arriva a stipulare degli accordi a servizi di questo modello organizzativo attraverso queste piattaforme digitali deve sapere che le condizioni dei lavoratori che poi permettono di fare profitto e di portare nelle case quel marchio lì è sono trattati in un certo modo. Ma anche il consumatore finale, ovviamente, ha delle responsabilità. Questo sistema si basa su un decadimento dell’etica che tocca dal singolo cittadino fino all’amministratore delegato o addirittura al fondatore di una multinazionale”.

Scritto da: Redazione Novaradio