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Freepass - 27 febbraio 2026
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Umberto de Giovannangeli, giornalista e esperto Medioriente – 2 marzo 2026
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IRAN / ITALIA – A tre giorni dall’inizio del nuovo conflitto in Medio Oriente scatenato dall’attacco di Usa e Israele all’Iran il conflitto è già diventato regionale – con i missili iraniani sui paesi del Golfo e verso Cipro e una nuova guerra tra Israele ed Hezbollah – con conseguenze che vanno ben oltre le parole di Trump sulle “quattro settimane al massimo” di operazioni.
Uno sviluppo inevitabile secondo Umberto de Giovannangeli, esperto e corrispondente di lungo corso dal Medioriente, secondo cui per decrittare la situazione bisogna concentrarsi non sugli annunci ma sulle “amare verità”: “La prima è che la questione nucleare con questa vicenda non c’entra nulla, lo dicono rapporti di intelligence Usa che l’Iran è lontano dall’acquisizione dell’uranio arricchito funzionale ad una atomica e che non esiste una minaccia: l’attacco non può essere giustificato né con la minaccia nucleare né sul piano del diritto di difesa preventivo”. Le ragioni hanno a che fare, aggiunge, molto con gli affari di Donald Trump e Benjamin Netanyahu: “L’attacco è stato sferrato poche ore dopo deposizioni di Bill e Hillary Clinton alla commissione d’inchiesta sugli Epstein Files, che è la vera spada di Damocle sulla testa di Trump” mentre “Netanyahu vive di guerra permanente, su di lui pende una commissione d’inchiesta che sta facendo di tutto per boicottare. Inoltre sia Trump che Netanyahu hanno in questo anno due appuntamenti elettorali di straordinaria importanza” ossia le lezioni di mid-term in Usa e le prime elezioni della Knesset dalla proclamazione dallo stato di emergenza dopo il 7 ottobre 2023″.
Al di la delle cause, gli interrogativi si addensano su quanto potrebbe durare il conflitto e quali le conseguenze politico-militari: nonostante che l’esercito Usa rivendichi di aver tagliato “la testa del serpente” con l’uccisione di Khamenei e di parte dei vertici politici, il regime è estremamente radicato: “I Pasdaran sono un holding, uno stato nello stato” ricorda de Giovannangeli, ed è un errore “l’idea per cui in una realtà complessa come quella iraniana basta mozzare qualche testa per avere un cambio di regime”: “A Gaza hanno praticamente ammazzato quasi tutta la leadership politico-militare, e nell’eventuale spartizione di Gaza Hamas svolgerà comunque un ruolo”. “Mi dite se è vero che il Medio Oriente da questa politica è stato stabilizzato, a partire da Saddam Hussein?”
“Questo attacco all’Iran gli alleati arabi di Trump lo avevano sconsigliato” dice ancora, ma la realtà: “Dopo il Venezuale Trump ha detto: ‘La mia moralità è l’unica cosa che può fermarmi’. E’ la “moralità di unimmorale”, e non più il diritto, l’unica bussola. Per non parlare della moralità di un Netanyahu su cui pende un mandato di cattura della Corte penale internazionale per crimini di guerra”
Scritto da: Redazione Novaradio
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