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Moratoria sull’urbanistica, il Laboratorio per la città rilancia la mobilitazione: “Dal Comune risposte insufficienti” – ASCOLTA

today12/03/2026

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    Marco Massa, Laboratorio per la città 12022025

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    Vincenzo Esposito, Laboratorio per la città 12032026

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FIRENZE – “Fermatevi o andiamo a sbattere”. Rinnova il suo appello alla giunta di Palazzo Vecchio ad una “pausa di riflessione” sui processi di trasformazione delle città il comitato “Laboratorio per la città” e rilancia la mobilitazione annunciando un nuovo appuntamento di confronto-proposta, già fissata per l’8 aprile prossimo, ancora in piazza dei Ciompi:  “Una ‘Ciompi 2’ – spiega Amos Cecchi, ex politico e amministratore Pd – per riproporre i temi posti all’attenzione con l’appello diffuso alcune settimane fa, e confrontarsi con tutti quei soggetti che fanno parte di quel movimento di opinione che si è creato in città e che è critico nei confronti delle politiche dell’amministrazione comunale“.

Il gruppo formato da urbanisti, architetti, docenti universitari, ex amministratori, intellettuali, politici e attivisti – tra questi Roberto Budini Gattai, Marco Geddes, Alberto Di Cintio, Amos Cecchi, Daniela Lastri, Andres Lasso, Antonio Floridia, Eriberto Melloni – nelle settimane scorse ha diffuso una lettera-appello dal titolo “Firenze: Invertire la rotta!”, in cui si chiedeva al Comune una “moratoria” sulle principali operazioni urbanistiche in  città che passi attraverso l’approvazione di una variante di salvaguardia, la redazione di una”anagrafe degli immobili pubblici” in città, l’introduzione di un diritto-dovere del Comune a valutare per ogni immobile l’ipotesi di uso pubblico e l’attivazione di procedure di partecipazione della cittadinanza e coinvolgimento nelle decisioni degli organi rappresentativi. “Non chiediamo di bloccare tutto il POC – puntualizza ancora Cecchi – ma solo alcune aree e edifici strategici”.

Fin qui la risposta dell’amministrazione comunale è stata quella di difendere le scelte operate fin qui, rilanciando le novità dl nuovo POC, dalle monetizzazioni delle urbanizzazioni che saranno vincolate all’housing sociale, alle nuove operazioni come Manifattura e Lupi di Toscana: “Le risposte che stanno arrivando non sono sufficienti, e noi diciamo se non ci ferma si fa a sbattere” avverte Vincenzo Esposito, già presidente della commissione urbanistica a Firenze: “Non basta dire ‘noi lavoriamo con l’edilizia sociale convenzionata ai Lupi di Toscana. Tra l’altro anche sul Lupi di Toscana ci sarebbe anche qualcosa da dire. Siamo convinti che se si edifica su un’area pubblica, quello che si costruisce deve essere pubblico non per 15 o 20 anni; deve essere pubblico per sempre. Non ci pare che questa sia la ratio che presiede anche all’operazione Lupi di Toscana”.

Ancor più netto Marco Massa, urbanista, ex docente Unifi, già collaboratore a fine anni ’90 della giunta Primicierio alla redazione del pisano strutturale: “Vorrei che un ‘achistar’ spiegasse alla sindaca che il piano non è un bancomat; non è uno strumento attraverso il quale si può mettere a rendita tutto il suolo comunale”. Inoltre, aggiunge, “l’idea della partecipazione che ha la giunta è puramente di facciata, come abbiamo detto varie volte”. La giunta si comporta con la logica del potere di oggi: ci avete votato, quindi a questo punto vi prendete quello che decidiamo noi. Non ci sembra un ragionamento giusto”.

Scritto da: Redazione Novaradio