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“Rafiqueer Boat Project”, una barca transfemminista per rompere il blocco a Gaza e il muro del patriarcato – ASCOLTA

today13/03/2026

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    Daniele Bonaiuti, pres. Arcigay Firenze – 13 marzo 2026

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FIRENZE – Mentre la guerra tra Usa-Israele e Iran infiamma in tutto il Medio Oriente coinvolge anche con i primi morti le forze militari europee, a Gaza la popolazione civile è sempre più isolata, stretta tra gli attacchi militari e la politica di espulsione delle ONG da parte di tel Aviv.

Per rompere questo isolamento e il perdurante blocco navale, si va preparando una nuova missione navale civile che possa riproporre gli obiettivi e la mobilitazione suscitata nell’autunno scorso dalla “Global Sumud Flotilla”: si tratta del progetto “Thousand Madleens to Gaza”, che punta a mettere in mare nella prossima primavera una nuova flotta pronta a raggiungere la Striscia.

Dell’iniziativa internazionale (thousandmadleens.org) fa parte anche il progetto “Rafiqueer Boat Project”, che punta ad allestire una nave specificatamente queer e transfemminista, che possa dare il proprio contributo sian materiale che ideale.

La partenza è prevista verso maggio, però dipenderà  dal raggiungimento degli obiettivi di autofinanziamento, che pari a circa 35.000 euro. Per supportare questo progetto, è partita una campagna di finanziamento su produzionidalbasso.com (vedi) e una serie di iniziative, tra cui quella intitolata “In supporto” in programma oggi dalle 18:00 al Circolo ARCI fra i lavoratori di Porta al Prato, promossa da Arci e Arcigay Firenze, che vedrà la presenza a supporto del gruppo Le Musiquorum.

“Questa barca – spiega Marco Bonaiuti, pres. Arcigay Firenze – vuole sia portare persone, portare aiuti, ma anche portare un messaggio molto chiaro: della vicinanza, della necessità di decostruire questo sistema patriarcale e il colonialismo che affliggono quel territorio ma che affliggono anche noi, e di rappresentare la nostra comunità, le persone che vengono invisibilizzate e discriminate proprio in base agli stessi principii della svalutazione della dignità delle persone”.

 

 

Scritto da: Redazione Novaradio