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Oltre 60 barche salpate dalla Sicilia per la nuova “Sumud Flotilla”. Salvetti (ex Gkn): “Proviamo ad essere goccia, vedremo a che punto arriva la tempesta” – ASCOLTA

today27/04/2026

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    Dario Salvetti – 27 aprile 2026

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SICILIA – Prima notte di navigazione per le navi del contingente italiano della nuova “Global Sumud Flotila”, salpato ieri dal porto siciliano di Augusta con l’obiettivo di raggiungere le coste palestinesi e rompere il blocco navale che tutt’ora stringe la Striscia di Gaza.

In tutto al momento sono 64 le imbarcazioni coinvolte, che si stanno allontanando dalle coste orientali della Sicilia, il che fa già ora di questa flottilla la più grande missione civile navale di sempre, ma non esclude che altre imbarcazioni si uniscano anche successivamente.

A bordo, oltre al personale navigante specializzato, anche attivisti politici, operatori umanitari, giornalisti, blogger, tra cui anche un gruppo proveniente dalla Toscana. Tra loro ci sono Antonella Bundu, già candidata governatrice regionale che è imbarcata sulla nave “Ayn Al Zaytoun”, e Dario Salvetti del Collettivo di Fabbrica ex GKN, a bordo della “Don Juan Notarria”, che stamani a Novaradio ha raccontato di una prima notte tranquilla, anche se con un po’ di onde.

“Credo che aver rimesso le navi in mare da parte della flottiglia e aver chiesto a tante e tanti attivisti di mettersi a disposizione – dice Salvetti – sia sostanzialmente un elemento di onestà e trasparenza intellettuale nel dire che il genocidio non si è fermato, anzi è più invisibilizzato di prima, più più attendiamo a fermarlo, più il genocidio si generalizza e noi facciamo la nostra parte. Come diceva Lorenzo Orsetti (il 30enne fiorentino morto nel 2019 combattendo contro l’ISIS, ndr), ogni tempesta inizia con una singola goccia. Noi intanto ci occupiamo di essere goccia e interroghiamo tutte e tutti coloro che rimangono a terra su che possibilità e che energie hanno a loro volta per diventare goccia, e poi vedremo a che punto arriva la la tempesta”. Il messaggio che è indirizzato alle istituzioni secondo Salvetti è che “il gioco di invisibilizzare non funziona. Non funziona con le lotte sociali, non funziona con le piccole lotte come il Collettivo di fabbrica, tanto più con una cosa gigantesca e atroce come una guerra mondiale in preparazione, un genocidio: l’umanità non si fa invisibilizzare”.

Scritto da: Redazione Novaradio