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Mafie, il porto di Livorno è secondo in Italia per enti criminali: “Crocevia del traffico di cocaina” – ASCOLTA

today21/04/2026

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    Giulia Bartolini, co-referente Libera Toscana 21042026

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    Francesca Rispoli, co-pres. naz. Libera 21042026

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    Squillace Greco su Diario di Bordo 21042026

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    Squillace Greco su Prato 21042026

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TOSCANA – Il porto di Livorno, con 42 casi, è il secondo più colpito da eventi criminali nel quadriennio 2022-2025, dietro solo a Genova. Il dato è stato diffuso stamani da Libera che ha presentato a Firenze la terza edizione del rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi delle proiezioni criminali nei porti italiani e oltre”. Nel report c’è proprio un focus sull’hub labronico: analizzato i dati relativi al 2024 si evidenzia come Livorno risulti essere il terzo porto per merci varie movimentate, dietro a Gioia Tauro e Genova. Nel report si fa riferimento al fatto che “il porto di Livorno è un crocevia del traffico di cocaina. Dal 2011 al 2024 sono state sequestrate 7.818 kg di cocaina pari al 74% del totale sequestrato in tutta la Toscana”.

“Il porto di Livorno – ha commentato Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera – è diventato, nel tempo, un nodo centrale nelle dinamiche criminali nazionali e internazionali, in particolar modo nel mercato internazionale della cocaina. L’analisi delle fonti istituzionali e giudiziarie mostra uno scalo utilizzato non solo come punto di arrivo, ma anche come spazio di transito e sperimentazione operativa”.

Secondo Giulia Bartolini, referente di Libera Toscana, “le istituzioni e le forze dell’ordine devono continuare ad indagare, devono continuare a fare il lavoro che stanno facendo. La Toscana non è una terra di mafia ma è una terra dove la mafia fa i propri investimenti. I dati su Livorno ci dicono che ci sono dei fenomeni corruttivi all’interno delle autorità portuali e di chi lavora all’interno del porto. Altrimenti sarebbe stato difficile arrivare” questo numero di “eventi criminali”.

“Il porto di Livorno, come quelli di Gioia Tauro, di Genova fa parte di una dorsale che viene utilizzata dalla criminalità organizzata”, ma “la realizzazione di queste basi logistiche prescindono dal territorio” ha detto Ettore Squillace Greco, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze: “L’equazione porto e traffico di droga nel porto non significa automaticamente maggiore permeabilità del contesto sociale in cui quel singolo porto è inserito”. Il procuratore è però anche ricordato che lo scalo livornese da ormai molti anni è noto per essere “uno degli snodi principali nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti”. La ricetta per contrastare questo fenomeno, ha aggiunto, è semplice: “Maggiori risorse per avere maggiori controlli”.

Il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze ha risposto anche a chi gli chiedeva un commento sul distretto pratese: “Lì è una realtà completamente diversa – ha affermato -. Il distretto pratese ormai da molti anni presenta delle realtà criminali che sono variegate. Io ho lavorato a Prato dal 2000 al 2005. Venivo da una realtà ben diversa che era la Direzione antimafia di Reggio Calabria e quando arrivai a Prato ebbi la sensazione del medico che arriva al pronto soccorso e ha 100 infartuati tutti insieme. È un distretto che insieme a Livorno e Firenze presenta maggiori problematicità”.

 

Scritto da: Redazione Novaradio