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Stadio Franchi, dalle carte “spunta” una concessione di 60 anni. Ma l’accordo con la Viola non c’è. Ed è subito polemica – ASCOLTA

today08/07/2026

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    Cecilia Del Re, cons. Firenze Democratica – 8 luglio 2026

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FIRENZE – Polverone politico sullo stadio Franchi ieri in Consiglio Comunale: tutto è partito dalla discussione del “Programma triennale dei beni e dei servizi”, documento tecnico economico-finanziario oche ogni anno viene presentato dalla giunta comunale ma in cui il consigliere Chelli (FdI) ha “scovato” una voce che riguarda la “concessione dei servizi di gestione dell’impianto sportivo comunale stadio Artemio Franchi” per una durata prevista di 720 mesi, ovvero 60 anni e un “valore commerciale” di poco più di 1,5 miliardi di euro (quindi 25 milioni di euro l’anno). Nello stesso documento compare nella voce “investimenti privati” la cifra di 55 milioni  che sono quelli di cui si parla da tempo, che la Acf Fiorentina potrebbe conferire al Comune per completare lo stadio.

Peccato che però l’accordo ufficialmente con la Fiorentina non ci sia, nonostante che entro il 31 luglio il Comune debba presentare all’Uefa il piano di fattibilità economica del restyling per poter candidare l’impianto ad ospitare le partite di “Euro 2032”. Nonostante che l’assessora allo sport Letizia Perini abbia risposto che si tratta di un semplice “adempimento burocratico” – ossia la previsione dell’ipotesi di una concessione semplice in caso di mancato accordo con la Fiorentina sul project financing – è scoppiata subito la polemica da parte delle opposizion.

“Prima di indire un bando gara si fanno uscire informazioni sensibili senza prima aver coinvolto il Consiglio? Un disastro” attaccano i consiglieri Sabatini e Schmidt.  “Maggiore chiarezza e trasparenza” chiede Stefano Masi (M5s, secondo Francesco Casini di Iv l’ipotesi del valore della concessione a 25 milioni l’anno “rischia di essere troppo elevata per il club viola. Adesso l’amministrazione deve arrivare nel più breve tempo possibile a un’intesa. Dmitrij Palagi (SPC) dice “così il Comune rischia di pagare due volte: prima i soldi per partire, poi non ci sono e si fanno concessioni al privato”. “In base a quale stima gli uffici sono arrivati a questi dati? E quali atti ci sono alla base dell’inserimento di questa previsione a bilancio? Domande prive di risposta in aula” segnala la consigliera Cecilia, che esprime più di un dubbio anche nel merito dell’ “operazione stadio”.

Scritto da: Redazione Novaradio